Il dolore
Mare Sì, licenziati contro il sindaco
Michele Nannini
◗
VILLAGGIO. Lingresso principale del Mare Sì di Follonica Baldi replica: «Questa struttura non era nata per gestire l'offerta turistica»
2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. L'amarezza dei dipendenti licenziati del Mare Sì tocca anche il sindaco di Follonica Eleonora Baldi. «Se lei - spiegano infatti i dipendenti - invece di limitarsi a dire che non c'è impedimento all'attività turistica avesse dissipato le incertezze che attanagliano il futuro del villaggio, i dipendenti licenziati forse avrebbero ancora il loro posto di lavoro». Una situazione che il primo cittadino sta analizzando con i tecnici comunali, iniziando a trovare risposte da dare anche ai dipendenti. «Abbiamo contestato al Mare Sì dei fatti - spiega la Baldi - ed abbiamo chiesto chiarimenti, che sono giunti e ora sono al vaglio della struttura tecnica. Attualmente, il villaggio dispone di tutte le autorizzazioni ed è stato fermato spontaneamente dalla proprietà, ufficialmente per restauro, e non si vede quale responsabilità possa essere ascritta al Comune in ordine agli attuali licenziamenti. Per evitare ogni problema, basterebbe che la Cooperativa mutasse il proprio statuto, nominasse un gestore esterno e si comportasse come società di investimento e non come soggetto deputato a far godere le casette ai propri soci». Già, perché secondo il sindaco il problema che sta alla base della questione Mare Sì, ma anche di quella del Veliero, è insita nello statuto delle due cooperative proprietarie. «Entrambe non sono nate per gestire l'offerta turistica delle loro strutture in modo imprenditoriale, ma unicamente per far godere in qualità di villeggianti le stesse strutture ai loro soci cui avevano assegnato in esclusiva, in forme più o meno fantasiose, piazzole, case mobili, bungalow e appartamenti, trasformandoli da strutture turistiche in condomini. È infatti eloquente quello che è scritto in entrambi gli statuti societari, in cui si dice che scopo principale della Cooperativa è la gestione di strutture turistiche a beneficio dei soci». E se i licenziati la attaccano il sindaco sostiene che «anche a Maresì sembra si stia verificando qualcosa di simile a quanto è avvenuto per il Veliero, del quale la proprietà sembra disinteressarsene anche adesso che ha riottenuto la disponibilità del bene. I soci vogliono la propria casetta e non accettano che essa venga affittata ai turisti. Non potendosi determinare per una soluzione legale, sembrano preferire il fermo della struttura, con buona pace degli interessi occupazionali e di promozione turistica di Follonica. Se la cooperativa proprietaria del villaggio avesse carattere imprenditoriale, come si giustificherebbe la decisione di rinunciare ai profitti della stagione estiva?». Questi procedimenti, secondo la Baldi, «sono comunque frutto di iniziative innescate dalla Polizia Municipale diversi anni fa e non dalla giunta in carica, che è intervenuta applicando la legge».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
