La manifestazione
Lista esclusa, chiedono i danni
Francesca Ferri
Salusti e i "Giovani Indipendenti" denunciano Faenzi, Mainetti e Fimmanò
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«Monica, ci hai fatti escludere e noi ti chiediamo i danni». I "figli" del centrodestra si ribellano alla madre "matrigna" che, nei loro incubi, li ha tolti dal gioco elettorale delle amministrative. E loro la querelano e chiedono un maxirisarcimento: un miliardo di euro per non avere più nessuno da votare. È una rivolta in famiglia quella che si consuma da ieri in seno al centrodestra di Castiglione della Pescaia. All'indomani della definitiva esclusione della lista che appoggiava la candidatura di Sandra Mainetti, vicesindaco e delfina della Faenzi, ieri mattina Florio Salusti, presidente provinciale del movimento di simpatizzanti del Pdl "Giovani Indipendenti", ha denunciato sindaco uscente e sindaco aspirante.
Colpevoli, agli occhi dei "Giovani" che fino a ieri le hanno sostenute, di non aver controllato che la lista fosse a posto prima della presentazione. Denunciato anche il segretario comunale Fimmarò, che secondo i querelanti, non avrebbe segnalato gli errori nella lista del Pdl. La lista Per Castiglione, come è ormai noto, è stata respinta dalla commissione elettorale per un errore di compilazione sul quale né il Tar, né il Consiglio di Stato hanno voluto transigere. Da Roma lo stop irrevocabile è arrivato nella prima serata di venerdì, intorno alle 19. Solo quindici ore ci sono volute ai "Giovani Indipendenti" per attribuire responsabilità, arruolare l'avvocato Adriano Galli e presentarsi alle 10 in questura.
Il gruppo, nato a Castiglione della Pescaia nel 1995, dichiara un migliaio tra iscritti e simpatizzanti in tutta la provincia, 150 a Castiglione. La scelta di sporgere denuncia - spiega Salusti - è arrivata all'unanimità e al Pdl nessuno, fino all'ultimo momento, ne sapeva niente. Ma quello cronometrico non è l'unico record della vicenda: i "Giovani", infatti, vogliono costituirsi parte civile e chiedono ai tre denunciati un risarcimento di un miliardo di euro. «Avevamo già preso una posizione in questo senso quando non fu accettata la lista e manifestammo il nostro disappunto con volantini e passaparola», spiega Salusti che - classe 1947 - tra i "Giovani" è forse il più attempato. «Poi abbiamo aspettato le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato e, quando abbiamo visto che non c'erano più speranze, è stato automatico capire cosa c'era da fare: denunciare i colpevoli».
Che, per i giovani, sono l'onorevole Faenzi, la Mainetti e Fimmarò. «Chi - si chiede Salusti - aveva la responsabilità di presentare le liste? Il candidato a sindaco. E perché non ha controllato? Mi risulta che abbia avuto un giorno a disposizione». Stesso errore attribuito al segretario comunale: «Lui ha il compito di raccogliere le liste e vedere se sono in regola - dice Salusti - e non si è accorto dell'errore. Mi chiedo: dove era, sulla luna? E il segretario del partito?». Salusti non azzarda motivazioni. «Non so cosa è successo ma a presentare le liste sono capaci tutti». Gli stessi "Giovani Indipendenti" lo hanno fatto nel 1995, ma non in questa tornata elettorale: il 15 e 16 maggio volevano essere a fianco della Mainetti. Ora, come tutto l'elettorato di centrodestra del paese, sono fuori gioco e perciò chiedono i danni.
Con una cifra che definiscono «simbolica» ma che è, più verosimilmente, una montagna di quattrini. «Il danno di chi viene privato del voto non è quantificabile ma abbiamo voluto "sparare" una cifra alta per farci sentire», ammette Salusti. E comunque, fatti due conti, l'uscita della Faenzi qualche scossone economico lo provocherà. «Il suo è stato un percorso di dieci anni che ha messo in piedi alcune cose su cui i castiglionesi hanno investito e che non saranno portate a termine - spiega Salusti - come l'assegnazione di case ai giovani». «In ogni caso - aggiunge Salusti - qualsiasi cifra deciderà il giudice, sarà comunque devoluta in beneficenza ai cittadini bisognosi di Castiglione e alla chiesa cattolica».
Colpevoli, agli occhi dei "Giovani" che fino a ieri le hanno sostenute, di non aver controllato che la lista fosse a posto prima della presentazione. Denunciato anche il segretario comunale Fimmarò, che secondo i querelanti, non avrebbe segnalato gli errori nella lista del Pdl. La lista Per Castiglione, come è ormai noto, è stata respinta dalla commissione elettorale per un errore di compilazione sul quale né il Tar, né il Consiglio di Stato hanno voluto transigere. Da Roma lo stop irrevocabile è arrivato nella prima serata di venerdì, intorno alle 19. Solo quindici ore ci sono volute ai "Giovani Indipendenti" per attribuire responsabilità, arruolare l'avvocato Adriano Galli e presentarsi alle 10 in questura.
Il gruppo, nato a Castiglione della Pescaia nel 1995, dichiara un migliaio tra iscritti e simpatizzanti in tutta la provincia, 150 a Castiglione. La scelta di sporgere denuncia - spiega Salusti - è arrivata all'unanimità e al Pdl nessuno, fino all'ultimo momento, ne sapeva niente. Ma quello cronometrico non è l'unico record della vicenda: i "Giovani", infatti, vogliono costituirsi parte civile e chiedono ai tre denunciati un risarcimento di un miliardo di euro. «Avevamo già preso una posizione in questo senso quando non fu accettata la lista e manifestammo il nostro disappunto con volantini e passaparola», spiega Salusti che - classe 1947 - tra i "Giovani" è forse il più attempato. «Poi abbiamo aspettato le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato e, quando abbiamo visto che non c'erano più speranze, è stato automatico capire cosa c'era da fare: denunciare i colpevoli».
Che, per i giovani, sono l'onorevole Faenzi, la Mainetti e Fimmarò. «Chi - si chiede Salusti - aveva la responsabilità di presentare le liste? Il candidato a sindaco. E perché non ha controllato? Mi risulta che abbia avuto un giorno a disposizione». Stesso errore attribuito al segretario comunale: «Lui ha il compito di raccogliere le liste e vedere se sono in regola - dice Salusti - e non si è accorto dell'errore. Mi chiedo: dove era, sulla luna? E il segretario del partito?». Salusti non azzarda motivazioni. «Non so cosa è successo ma a presentare le liste sono capaci tutti». Gli stessi "Giovani Indipendenti" lo hanno fatto nel 1995, ma non in questa tornata elettorale: il 15 e 16 maggio volevano essere a fianco della Mainetti. Ora, come tutto l'elettorato di centrodestra del paese, sono fuori gioco e perciò chiedono i danni.
Con una cifra che definiscono «simbolica» ma che è, più verosimilmente, una montagna di quattrini. «Il danno di chi viene privato del voto non è quantificabile ma abbiamo voluto "sparare" una cifra alta per farci sentire», ammette Salusti. E comunque, fatti due conti, l'uscita della Faenzi qualche scossone economico lo provocherà. «Il suo è stato un percorso di dieci anni che ha messo in piedi alcune cose su cui i castiglionesi hanno investito e che non saranno portate a termine - spiega Salusti - come l'assegnazione di case ai giovani». «In ogni caso - aggiunge Salusti - qualsiasi cifra deciderà il giudice, sarà comunque devoluta in beneficenza ai cittadini bisognosi di Castiglione e alla chiesa cattolica».
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