La manifestazione
L'appuntato Santarelli ancora in coma
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IL RAVE. Organizzato in un terreno a Sorano Marino sta meglio e presto potrà essere sentito dai suoi colleghi La solidarietà dei Comuni che garantiscono maggiore vigilanza
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SORANO. Sta meglio il carabiniere scelto Domenico Marino, mentre le condizioni dell'appuntato scelto Santarelli restano stabili. Il militare è ancora in coma. Sono giorni di speranza e di apprensione al comando provinciale dei carabinieri di Grosseto per le condizioni dei due militari massacrati a bastonate la mattina di Pasquetta al posto di blocco allestito per controllare i ragazzi che stavano partecipando al rave organizzato a Sorano. Ancora non emergono novità dalle indagini che sono state assunte dal nucleo investigativo. Il carabinieri scelto marino sarà ascoltato a breve, per capire cosa è succeesso lunedì mattina e delineare quindi anche le responsabilità dei ragazzi coinvolti. Di Matteo Gorelli, il diciannovenne rinchiuso nel carcere di Grosseto e dei suoi tre amici minorenni, ancora in custodia cautelare a Firenze. Intanto i Comuni di Pitigliano e Sorano esprimono solidarietà e vicinanza all'appuntato Santarelli e al carabiniere scelto Marino, ai loro familiari e all'Arma, alla quale esprimono gratitudine per l'opera che svolge quotidianamente sul territorio al servizio dei cittadini e della legalità. «Quanto accaduto il 25 aprile - si legge in una nota - lungo la strada provinciale in località Le Pergolacce ha ferito particolarmente i cittadini di Pitigliano e Sorano, due comunità che rifiutano e condannano qualunque atto brutale e violento così come attuano e pretendono il rispetto delle regole e delle leggi in ogni manifestazione della vita quotidiana». I sindaci e le giunte si impegnano a compiere ogni sforzo per assicurare, per quanto di competenza delle amministrazioni comunali e in stretta e costante collaborazione con le forze dell'ordine, un adeguato monitoraggio del territorio. «Nel prendere atto delle importanti prese di posizione del presidente della Regione e di molti esponenti politici sia di maggioranza che di opposizione nel consiglio regionale circa la necessità di assicurare alle amministrazioni locali gli strumenti necessari per regolamentare e autorizzare preventivamente, a precise condizioni anche raduni come i cosidetti rave party - dicono - i sindaci e le giunte considerano questa diffusa presa di coscienza un contributo importante nel contrasto ad ogni forma di illegalità e di violazione delle regole».
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