Il Tirreno

Grosseto

«La Mabro è come il Terzo»

<b>POLITICA IN FABBRICA.</b> L&#146;attacco di Luca Montemaggi a mesi di distanza dal consiglio congiunto in azienda
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POLITICA IN FABBRICA. L’attacco di Luca Montemaggi a mesi di distanza dal consiglio congiunto in azienda

I dubbi di Montemaggi sulle garanzie bancarie

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 GROSSETO. La Mabro come il Terzo. L'affondo è del capogruppo del Pdl Luca Montemaggi che ha raccolto le preoccupazioni dei lavoratori e i "rumors" che circolano sullo stato economico dell'azienda.  Un piano industriale, quello presentato da Andrea Barontini, che per il consigliere del Pdl è troppo "prudente" e poco adatto a rilanciare l'azienda. Il sospetto, che la proprietà sia interessata soltanto al marchio e non alla produzione. «Mi domando se Marras e Bonifazioni - dice - abbiano verificato a che punto stia l'attuazione di quel piano industriale e quanti dei 6,5 milioni di euro di fatturato ipotizzati per il 2011, ora che è già decorso un terzo dell'anno, sono stati incassati». Domande e interrogativi che riguardano l'interessamento di Marras e Bonifazi, ma anche gli imprenditori che hanno ripreso la grande azienda di via Senese. «Fidi Toscana e le banche hanno dato le necessarie garanzie tecniche ai nuovi "investitori"? E, nel frattempo che si occupano di tutto ciò, sanno in quale condizione vivano i lavoratori per i quali i sindacati della "Triplice" hanno firmato un accordo di cassa integrazione a rotazione discrezionale (a discrezione, cioè, dei capireparto col risultato che alcuni lavorano e altri niente)?». Il dubbio di Montemaggi è quello che da settimane viene condiviso anche dai lavoratori. Il silenzio sulla vicenda Mabro durerà soltanto fino al 16 maggio, fino al giorno delle elezioni. Poi forse, le istituzioni torneranno ad occuparsi dell'azienda e delle condizioni dei lavoratori.  Stesso silenzio che per Montemaggi è calato sul Terzo. «La notizia dell'assenza di offerte per l'asta che doveva tenersi il 20 era ampiamente prevedibile - dice - è ormai noto che quella Bonifazi è l'amministrazione delle "trattative private" (vedi la svendita del Terzo Nord, degli Scheti, e altri immobili comunali) per cui chi è il pazzo che va a pagare per intero il prezzo di stima? Il connubio Bonifazi-Marras non si scinde neanche in questo caso». La Provincia ha conteso al Comune e ad Antichi la proprietà del Terzo. «Perché non ha approfittato dell'ottima occasione spiattellata da Bonifazi (i mega-debiti restano a carico del Comune e, quindi, dei suoi contribuenti)? - aggiunge - Anche in questo caso a farne le spese sono i 18 lavoratori rimasti e le loro famiglie: l'Ugl, ha ricevuto solo tanti sorrisi e vane promesse dal sindaco Bonifazi. Ma questo del resto, ormai tutti lo sanno, è il suo stile».

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