Il dolore
In 15 anni balzo del Pil del 7%
Enrico Pizzi
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EDILIZIA. È il settore più in difficoltà Grosseto è la città italiana con la crescita maggiore
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GROSSETO. È un'economia che segna il passo, ma non arretra, quella che ha caratterizzato il 2010 per la provincia di Grosseto, mentre il presidente della Camera di commercio Giovanni Lamioni guarda con un moderato ottimismo alle previsioni per il 2011, che potrebbe segnare una piccola ripresa. Al di là dei numeri della congiuntura economica, per nulla entusiasmanti, però, è un altro il dato che permette a Lamioni di guardare al futuro con speranza: proprio ieri, infatti, la Camera di commercio ha avuto la graduatoria delle province italiane relativa alla variazione del prodotto interno lordo medio annuo dal 1995 al 2010 e la provincia di Grosseto è risultata prima in Italia con un +7,1%, è un dato - va precisato - al lordo dell'inflazione. La prossima settimana l'ente camerale renderà noto il dato reale, il che non cambia, però, la posizione che la provincia di Grosseto ha conquistato. È in questo quadro, dunque, che il presidente Lamioni legge in senso positivo i dati congiunturali che, di per sé, non farebbero fare salti di gioia. A parte il dato esaltate delle esportazioni che crescono di quasi il 33 per cento - praticamente il doppio del dato nazionale e regionale - per il 2010 si può parlare di una tenuta dell'economia grossetana, una stabilità sostanziale testimoniata da segni negativi che non sono, però, dei crolli. Non a caso il rapporto dell'osservatorio economico locale, formato da Coap e Istituto Tagliacarne, parla di «negatività prossime alla soglia del pareggio». Il fatturato, nel 2010 perde lo 0,9%, così come il numero degli occupati fissi scende dell'1,2% e quello degli atipici scende dello 0,3%. quella degli atipici. Insomma, poteva davvero andare peggio, a fronte di un calo della produzione del 3,6%. Particolarmente incoraggiante, poi, perché indica che gli imprenditori, soprattutto di alcuni settori strategici per il territorio, come il turismo, stanno recuperando fiducia per il futuro, è il dato degli investimenti che sono in crescita del 3,5%. La rilevazione congiunturale conferma il perdurare della crisi dell'edilizia che perde quasi il 6 per cento di fatturato e vede diminuire gli investimenti dell'1,3% e perde il 3% di occupati fissi e lo 0,3 per cento di occupati atipici. Il settore del turismo è quello che mostra i dati più "contrastanti": a fronte di una perdita di fatturato dell'1,6%, segna una perdita di occupazione fissa del 6 per cento e di occupazione atipica del 3,6%, ma contemporaneamente è il settore che fa registrare la crescita più alta degli investimenti, con un +11,7 per cento, seguito a ruota, con il 9,8%, dal settore manifatturiero, che però ha un fatturato lievemente positivo (+0,7%) e comparti come l'elettronica e i minerali non metalliferi che fanno segnare una crescita di fatturato tra il 6,7 e il 7,8%.
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