Il Tirreno

Grosseto

Il segretario Mirko Trebeschi dopo il voto su Stefanelli tenta di rimettere insieme i cocci

Il Pd: «Non siamo spaccati»

Paola Villani
<b>MIRKO TREBESCHI </b>segretario del Pd
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MIRKO TREBESCHI segretario del Pd

I dissidenti sono due donne: «Da loro prendiamo le distanze»

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 FOLLONICA. Nessuna spaccatura dicono in coro, eppure il Pd prende le distanze dai due consiglieri dissidenti fra i quali pare ci sia la ex segretaria. La votazione del nuovo presidente del consiglio che ha visto l'elezione di Lanfranco Stefanelli, con 11 preferenze e 8 schede bianche, delle quali due provenienti dalla maggioranza, ha sicuramente messo in imbarazzo il Pd locale. Facce buie in consiglio giovedì mattina tra chi governa la città ed è stata subito caccia ai franchi tiratori, anche se tutti indicano nell'ex segretaria Anna Maria Gaggioli e in Maria Elisabetta Sabatini i due consiglieri che hanno volutamente messo i bastoni tra le ruote al partito, portando alla luce un malumore che si vuol tacciare come "chiacchiera" di paese, ma che di fatto è palese. Con una dichiarazione del segretario locale, Mirko Trebeschi il Pd tenta di salvarsi in extremis, ma sono esternazioni che si contraddicono da sole. Prima si dice che non ci sono spaccature, poi si prendono le distanze dai due "traditori", colpevoli di essere andati contro alla decisione del partito. «E' importante che i cittadini sappiano che non ci sono spaccature, nonostante alcuni consiglieri abbiano deciso in autonomia di votare scheda bianca contravvenendo pertanto alla dichiarazione di voto dello stesso. I due che hanno votato scheda bianca l'hanno fatto pur avendo avuto modo e tempo per discutere le questioni nelle sedi opportune e non avendo sfruttato tali occasioni. Mi dispiace che le cose siano andate così perché purtroppo il comportamento di alcuni singoli, dai quali il partito prende decisamente le distanze e ne stigmatizza il comportamento, contribuisce a dare un'immagine che non rende giustizia all'unità di intenti». E il Pdl rimarca il risultato di giovedì, dicendo di non voler parlare di crisi degli avversari, ma di un imbarazzo che è stato palese, e che fa sì che Stefanelli comunque dovrà conquistarsi non solo la loro fiducia ma anche quella di parte dei suoi compagni di governo. «Chiediamo al nuovo presidente di ripristinare l'ufficio staff, che dal 1 aprile è stato inglobato dall'ufficio segreteria», dicono. E se ciò non sarà fatto allora si passerà alle vie legali, rivolgendosi al Prefetto di Grosseto e al Tar.  

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