Citerni alle urne con la testa al referendum: quattro sì per l'altro mondo possibile
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PASIONARIA. Cristina Citerni 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Cristina Citerni accoglie «senza alcun imbarazzo» l'invito dell'Arci ai candidati di sinistra alle prossime amministrative affinché si esprimano chiaramente sui quattro quesiti referendari del 12 e 13 giugno. «La mia risposta è un voto netto: quattro Sì per dire no ad altrettante norme che dal punto di vista giudiziario, ambientale ed economico calpestano i diritti dei cittadini. Non credo che privato sia automaticamente sinonimo di bene e pubblico di male, il rischio per i cittadini è quello di aumenti tariffari incontrollati e tubature colabrodo se le società saranno gestite da soggetti non istituzionali». Un altro Sì è quello per il nucleare. «Il tema - dice la Citerni - è molto più vicino di quanto sembri e credo che i Comuni possano e debbano dire la loro. Io dico di votare Sì per l'abrogazione della norma che permette la realizzazione in Italia di impianti di produzione di energia nucleare e credo che il futuro ineluttabile sia quello dell'energia pulita, settore pesantemente colpito dai tagli del governo». Il terzo sì è ovviamente sul quesito inerente alle "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza", il cosiddetto legittimo impedimento. «È l'ennesima legge "ad personam" in aperto contrasto con l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge - dice - Mi auguro che anche il candidato Bonifazi possa esprimersi con altrettanta chiarezza, ma su alcuni punti avanzo qualche dubbio: dato che l'Idv è tra i promotori del referendum ma l'Udc è favorevole alla privatizzazione dell'acqua, Bonifazi che posizione assumerà? Quell'Udc che per bocca del suo leader Casini definiva "demagogici" gli oppositori del nucleare accusandoli di "cavalcare le paure delle persone", come si concilierà con un partito come l'Idv che ha definito il nucleare "un imbroglio"?»
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