La manifestazione
Spese elettorali: Pd batte tutti
Gabriele Baldanzi
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MANIFESTI elettorali a Grosseto Pubblicati i bilanci preventivi di partiti e candidati
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GROSSETO. Un'invasione di carta, spot televisivi, propaganda su vela e automezzi. La città, negli ultimi 15 giorni di campagna elettorale, si prepara ad essere riempita di facce, slogan, simboli. Ma quanto costeranno ai quattrocentocinquanta candidati le migliaia di volantini, santini, biglietti e lettere che ogni giorno troviamo sull'auto in sosta, nel cestino della bicicletta, infilati nella cassetta della posta? Per non parlare dei passaggi sulle emittenti locali e sulle pagine dei quotidiani, dei manifesti (vanno di gran moda i costosi sei per tre), dei gazebo e delle sedi in centro... Da qualche giorno la fotografia preventiva dei costi sostenuti dai sei candidati in corsa per la poltrona di sindaco e dalle 15 liste a sostegno la troviamo affissa all'albo pretorio del Comune di Grosseto. Ovviamente non si tratta dei costi reali, ma di una previsione, un bilancio di massima, nove volte su dieci tarato al ribasso. E di molto. Volendo stilare una graduatoria dei bilanci elettorali la coalizione più ricca risulta quella a sostegno di Bonifazi con 59.900 euro a disposizione così suddivisi: 24.500 Pd, 19.200 centristi, 9.800 Psi, 5.400 Grosseto Insieme e 1.000 euro l'Italia dei Valori). Segue la Sinistra guidata da Cristina Citerni che mette sul piatto 29 mila euro, equamente suddivise tra Sel e Fed. Al terzo posto il bilancio del centrodestra, con soli 14.710 euro a preventivo, frutto della sommatoria dei costi che saranno sostenuti da Pdl (5.500), Nuovo Polo (4.800), La Destra (2.450) e Lega Nord (2.050). Tutto sommato ricco il budget di Felicioni: 13.700 euro nel bilancio preventivo di cui 8.500 per i manifesti. Infine Bragaglia (11 mila euro provenienti da Mat e Alleanza Meridionale) e i Grillini (bilancio di spesa di 3.000 euro). In realtà per il rinnovo del consiglio comunale e l'elezione del primo cittadino di Grosseto si stima che saranno movimentati in propaganda oltre 400 mila euro, una cifra comunque inferiore a quella di 5 anni fa e alla campagna elettorale "americana" di Marras e Antichi, nel 2009, per la conquista di Palazzo Aldobrandeschi. A Grosseto sono rimasti in pochi quelli che si affidano unicamente alle amichevoli intercessioni, alle merende, al passeggio pomeridiano su Corso Carducci, alle strette di mano al mercato il giovedì mattina. «In futuro - spiega un noto comunicatore cittadino, impegnato al fianco di uno dei candidati favoriti - si arriverà anche da noi alle bandierine e ai cappellini. È solo una questione di tempo e disponibilità economica. La vera novità, questa volta è rappresentata da Facebook, che garantisce di divulgare un messaggio in modo immediato, arrivando ad un elettorato nuovo e senza pagare nulla». Alle magliette (arancioni, con lo slogan Energia Comune) per la verità ci aveva già pensato Bonifazi nel 2006. Oltre la metà dei 450 candidati, se ci guardiamo in giro e facciamo due conti, ha investito almeno una piccola cifra nella campagna elettorale. Si salvano, in parte, gli aspiranti consiglieri di partiti minori e civiche, evidentemente a corto di risorse; tuttavia anche il meno ambizioso dei politici in lista, ha almeno un bigliettino-spot con l'indicazione di voto da rifilare al familiare o al conoscente di turno. La sensazione è che in questa selva di pubblicità l'Amico in Comune Bonifazi batta nettamente il volenteroso Lolini, con i candidati del centrodestra che però - come quantità di carta e pubblicità - recuperano a loro volta su quelli delle cinque liste collegate al primo cittadino uscente. E così le elezioni per qualcuno si trasformano in una festa, un periodo di lavoro e buoni incassi, come confermano un paio di studi grafici e di tipografie grossetane che abbiamo contattato.
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