Il Tirreno

Grosseto

Matteo non parla del massacro

<b>AVVOCATO.</b> Francesco Giambrone
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AVVOCATO. Francesco Giambrone

Il padre: la sua mente è ancora sconvolta. L'avvocato: prega per i carabinieri

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 GROSSETO. Black out totale sulla mattina di Pasquetta. Matteo Gorelli, in carcere per l'aggressione a due carabinieri, non parla di quello che è successo prima di arrivare al rave party. «Quel poco che ha detto - spiega il padre Francois - è confuso. E io ora sono più confuso di lui perché su questa storia ci ho capito ancora meno di prima». L'uomo ha appena lasciato Grosseto. «Ho fatto un viaggio a vuoto: non ho potuto vedere mio figlio - va avanti Francois Gorelli che è andato a Grosseto con la madre di Matteo, Irene Sisi - e da quello che mi ha riferito l'avvocato i suoi ricordi non sono per niente chiari. E non vuol parlare di quello che è successo a Sorano».  «Quello che ci conforta - ha aggiunto ancora Francois Gorelli - è che ha detto che lo trattano bene in carcere». L'avvocato Luca Tafi, insieme all'avvocato Paolo Giambrone, ha avuto un colloquio di un'ora e mezzo con Matteo, 19 anni compiuti da poco, di Cerreto Guidi. «Abbiamo parlato di diversi argomenti - ha spiegato l'avvocato non volendo specificare però nel dettaglio quali - e spesso Matteo è tornato a chiedere delle condizioni di salute dei carabinieri. Ci ha detto che prega per loro».  L'avvocato Tafi gli ha portato alcuni vestiti. «Gli abbiamo chiesto se avesse qualche richiesta particolare - va avanti - e ci ha riferito di voler leggere dei libri. Domani (oggi ndr) torneremo e vedremo di poterlo accontentare».  Gli hanno poi riferito messaggi dei suoi genitori. «Abbiamo già richiesto l'autorizzazione per i colloqui del padre e della madre - dice Tafi - non so se però verranno concessi».  Ora gli avvocati rimangono in attesa dell'esito delle analisi tossicologiche per capire se sia lui che gli altri tre minorenni avessero assunto sostanze stupefacenti.  Mercoledì è stato fatto un altro prelievo di sangue a Matteo e oggi dovrebbero arrivare tutte le risposte.  «Avremo altri colloqui - aggiungono ancora gli avvocati - ma ci vorrà tempo per affrontare direttamente l'argomento e capire cosa è successo lunedì».  Dall'altra parte i tre minorenni continuano ad accusare il più grande. In ogni caso, però, anche per loro il gip dei minorenni ha disposto la convalida dell'arresto e la custodia nel centro di prima accoglienza come aveva chiesto la procura. «Tutti i tre restano in carcere - ha detto il giudice Binaca Bellucci - salvo ulteriori sviluppi perchè le indagini sono ancora in corso: vedremo. Li ho interrogati e tutti hanno risposto». Quanto alle singole responsabilità nella vicenda il gip ha aggiunto: «forse si può ipotizzare una gradazione, ma ripeto, le indagini sono ancora in corso». Lucia Aterini ALTRI SERVIZI A PAG.3

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