Finanza
Indagato l'ex vicesindaco
Federico Lazzotti
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PRIMO SEQUESTRO. Il Porto Domiziano poi dissequestrato Inchiesta Pontili puliti: 42 avvisi di garanzia a 23 persone
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MONTE ARGENTARIO. Quarantadue avvisi di garanzia e 23 persone indagate per presunte irregolarità nella costruzione, gestione e concessioni dei diciannove pontili tra Porto Ercole e Santo Stefano. Tra di loro anche l'ex vicesindaco e assessore ai porti di Monte Argentario fino al 2008 Barbara Sordini, 47 anni. La polizia giudiziaria da mercoledì è impegnata nella notifica agli indagati della conclusione indagini. Per le persone coinvolte nell'inchiesta che nei mesi scorsi non avevano subito perquisizioni si tratta, di fatto, dell'informazione di garanzia. «Le operazioni hanno richiesto più tempo - spiegano gli inquirenti - perché alcuni dei destinatari abitano in una provincia diversa». Questo è il secondo capitolo dell'inchiesta "Pontili puliti" coordinata dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi. Tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio era stato sequestrato, sempre dalla Finanza, il porto Domiziano e cinque persone vennero iscritte nel registro degli indagati con l'accusa, a vario titolo, di occupazione di suolo demaniale, violazioni delle norme ambientali e abusivismo. Tra loro l'ex responsabile dell'ufficio urbanistico Augusto Donati e la dirigente Antonella Escardi. Ora nei guai sono finiti 18 pontilisti, 3 dirigenti comunali, un costruttore e l'ex assessore. «Alcuni sono tirati in ballo per più pratiche, per questo gli avvisi di garanzia sono più degli indagati». Alla base dell'ipotesi di reato sostenuta dal pubblico ministero c'è l'assenza sia a Porto Ercole che a Santo Stafano di un piano del Porto che regoli la messa in mare dei moli galleggianti in una zona tutelata a livello paesaggistico. Da questo si sarebbero innescate le irregolarità nella costruzione dei pontili, nella loro concessione e in alcuni casi delle modifiche strutturali come l'aggiunta di moduli. Rispetto al provvedimento di dicembre, che aveva portato al sequestro del porto Domiziano facendo tremare l'economia legata al mare dell'Argentario per il timore che potesse essere applicato anche agli altri 18 pontili, in questo caso il giudice ha rigettato la richiesta di sequestro salvando, di fatto, la stagione estiva ormai alle porte. Il motivo della decisione viene affrontato dallo stesso giudice Marco Mezzaluna del decreto con il quale il 6 aprile scorso ha disposto il dissequestro del Porto Domiziano. «L'adozione da parte dell'amministrazione di Monte Argentario della norma di salvaguardia (quella per cui i pontili saranno messi a bando ndr) non muta in modo significativo il profilo relativo alla configurabilità attuale del reato ipotizzato dal pm». Dunque il reato c'è. Ma «le finalità del provvedimento» del Comune mirano «a non compromettere l'assetto urbanistico in corso di formazione e al contempo assicurare i servizi pubblici di ormeggio e assistenza alla nautica. La norma - prosegue - limita la possibilità di adottare concessioni precarie solo in relazioni a beni demaniali già concessi». Per questo viene meno «la pericolosità del bene che aveva costituito il presupposto dell'adozione della misura».
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