Il Tirreno

Grosseto

Fipsas replica ai pescatori «Fiume Albegna sorvegliato con scrupolo per 25 anni»

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PESCATORI ancora polemiche con la Fipsas per l’attività alla foce dell’Albegna

L'associazione difende il suo operato, ora terminato «Ripulita e ripopolata la zona di anguille e spigole»

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 ORBETELLO. I pescatori sportivi l'hanno criticata per una tassa a loro dire ingiusta e per un'attività ritenuta inutile, al punto di raccogliere firme per boicottarla. La Fipsas grossetana ha replicato «Abbiamo gestito il tratto finale dell'Albegna in convenzione col comune di Orbetello per 25 anni. Era la porta nord della Laguna, l'abbiamo ripopolata di specie ittiche come anguille e spigole». La Fipsas, che si occupa di pesca in acque interne, laghetti artificiali e torrenti montani, replica alle parole del portavce dei pescatori, Ugo Giannini. «Secondo lui la nostra sorveglianza è stata nulla - è il comunicato dell'associazione - ma noi abbiamo sorvegliato una delle zone più delicate delle acque della Provincia, vero paradiso per la riproduzione delle specie che poi migrano il laguna tramite il canale Fibbia. Dal 2000 questo impegno venne soppresso, con l'esclusione del pagamento dei residenti di Orbetello, ma abbiamo conservato la sorveglianza basilare dell'ecosistema, proteggendolo dagli assalti dei predoni pigliatutto, come a Poggio Perotto e S.Fiorano».  Insomma, l'associazione difende il suo operato e la quota annuale richiesta ai pescatori (50 euro), fino allo scorso divembre. Prima cioè che il Comune di Orbetello non la rinnovasse per il 2011 per le acque dell'Albegna. «Abbiamo permesso ai pescatori di esercitare la propria passione in un ambiente pulito. Abbiamo portato via un quantitativo incredibile di rifiuti. E da quando non ci sono più acque previste in convenzione, per l'applicazione del nuovo regolamento della Provincia, la nostra presenza si è ridotta suscitando proteste e lamentele da parte di tanti utenti, che hanno anche contattato la polizia municipale.».  Un lavoro che necessita pazienza, secondo la Fipsas. «C'è chi chiude il fiume con tramagli, con batterie elettriche, con bilancioni accoppiati ed esche non consentite. Per costruire acqua pregiata ci vogliono anni, per distruggerla pochi mesi. In tutta Italia le acque interne marine sono assegnate alle associazioni, speriamo che questo accada anche per l'Albegna prima che diventi acqua morta come tante».

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