Il Tirreno

Grosseto

Allarme amianto in viale Europa

Lorenzo Santorelli
<b>TETTOIE.</b> Costruite in amianto in viale Europa
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TETTOIE. Costruite in amianto in viale Europa

Accertamenti Asl, il sindaco ordina verifiche. Gli affittuari: controlli ok

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 GROSSETO. Pericolo amianto in viale Europa. Un sopralluogo effettuato dal Dipartimento della prevenzione igiene e sanità pubblica della Asl 9, a seguito di una segnalazione, ha rilevato che la copertura delle tettoie di un fabbricato ubicato ai numeri 6, 8 e 10 sarebbe realizzata con "cemento amianto".  Le fibre di questa sostanza altamente cancerogena se disperse nell'ambiente potrebbero costituire un rischio per la salute pubblica. Il condizionale è d'obbligo perché come spiega il dottor Maurizio Spagnesi, responsabile del Settore di Igiene e Sanità pubblica della Asl 9, «i tetti in eternit, quando anche contenessero alte percentuali di amianto, se ben conservati e in ambienti esterni non sono ineluttabilmente pericolosi».  Il rischio è dovuto alla friabilità del materiale che in caso di sfaldamento può disperdersi nell'aria. «A seguito di una segnalazione facciamo il sopralluogo, vediamo lo stato di conservazione, dove si trova la struttura e se ci sono abitazioni nelle vicinanze».  Dopo aver compilato questa check list, gli esperti della Asl si rivolgono al sindaco che - come ha fatto ieri mattina per il caso di viale Europa - emette un'ordinanza di valutazione del rischio, ed eventuali interventi di bonifica igienico.  Dal momento della notifica dell'ordinanza, il proprietario del fabbricato ha trenta giorni di tempo per far analizzare presso i laboratori abilitati con la Asl i materiali sotto indagine.  «Quando si tratta di piccole tettoie - sottolinea Spagnesi - solitamente vengono rimosse al primo sopralluogo, senza ulteriori analisi». Siccome le spese di rimozione sono a carico del proprietario, qualora venga confermata la presenza di amianto egli ha altri sessanta giorni di tempo per bonificare la copertura dei manufatti.  «Gli interventi possibili sono di tre tipi: la rimozione e lo smaltimento; l'incapsulamento, ovvero la copertura dell'amianto con materiali appositi che ne evitano la dispersione nell'aria; se invece le tettoie sono ben conservate ci limitiamo ad un monitoraggio continuo nel tempo». Per chiudere la pratica il proprietario infine deve documentare l'avvenuto intervento trasmettendo al dipartimento Igiene e sanità pubblica della Asl 9 la relazione descrittiva della bonifica, indicando la ditta esecutrice e le modalità adottate.  Dal primo sopralluogo alla conclusione di tutto l'iter procedurale trascorrono mediamente quattro mesi. Ogni anno vengono effettuati circa una ventina di interventi di questo tipo e la maggioranza si risolvono con lo smaltimento dei materiali. «Generalmente operiamo a seguito di segnalazioni a meno che, come avvenne per gli stabilimenti balneari, non vengano effettuati interventi mirati in accordo col comune».  A ridurre la percezione del rischio è la ditta Massai, affittuaria del fabbricato finito sotto la lente di ingrandimento della Asl. «I vigili sono venuti venti giorni fa insieme ad una dottoressa della Asl. Ci hanno chiesto delle analisi che noi già avevamo eseguito e ci hanno assicurato che le tettoie potranno rimanere così come sono, monitorando periodicamente il loro stato. Aspettiamo solo che ci mandino il verbale di conferma».

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