Lutto
Ritorno alla normalità tra siringhe e fiale
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INVITI E DROGA. A sinistra una siringa trovata nel terreno del rave a destra il volantino di unaltra festa Sopralluogo del sindaco nei terreni dove è stato organizzato il rave
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SORANO. Al bivio per Sovana, dove sono stati massacrati i due carabinieri lunedì mattina, la macchia di sangue per terra ieri era già scolorita. Lavata da chi quel rosso non poteva più vederlo. Ieri a Sorano è stato il giorno dei sopralluoghi e della pulizia. C'era da portare via tutto quello che i partecipanti al rave avevano lasciato per terra. Sacchi, bottiglie, coperte, siringhe, fialette, disinfettanti. Quei terreni, sia quello privato dove è stata organizzata la festa, sia quello sotto, di proprietà del Comune, sembravano un campo di battaglia. A ripulire il terreno, anche il ragazzo che ha organizzato il rave, insieme a suo padre. A verificare che la situazione tornasse, almeno dal punto di vista ambientale, alla normalità il più velocemente possibile, è andato ieri anche il sindaco Pierandrea Vanni, insieme alla polizia municipale e agli uomini della forestale. «Per fortuna - spiega il primo cittadino - i partecipanti al rave non sono entrati nella zona archeologica». Un po' di sporcizia, al parcheggio del parco, è stata raccolta ieri mattina dagli addetti del Comune. Nel campo dove è stato organizzato il rave, c'erano ancora i segni di quella festa. C'erano le casse, il gruppo elettrogeno che ha permesso di tenere il volume alto per giorni, c'era l'attrezzatura per produrre effetti sonori, una pedana alla quale si sono alternati, in due giorni di ballo e sballo, almeno 18 dj. E c'erano anche le tracce delle droghe utilizzate. Fialette, siringhe sporche, lacci emostatici. Il sindaco ieri aveva pensato di rientrare in Comune ed emettere un'ordinanza per far ripulire il terreno al suo legittimo propritario. Non ne ha avuto bisogno. L'agricoltore insieme a suo figlio, ieri pomeriggio erano già all'opera. «Quello che gli operai del Comune hanno dovuto fare - spiega - è stato ripulire gli spazi pubblici». Il parcheggio davanti al parco archeologico, ad esempio, dove in tanti si erano sistemati con i loro furgoni e i cani. Le tracce del passaggio di quelle centinaia di ragazzi arrivati da tutta Italia per l'appuntamento, erano lì, sotto gli occhi di tutti. Chi abita nelle vicinanze, i ricordi lasciati da chi era al rave, li ha graditi poco. «In tanti hanno rinunciato alla gita fuori porta di Pasquetta - dicono al parco archeologico - perché dopo si era saputo del pestaggio e di tutto quello che stava succadendo, le persone avevano paura». Ora, la situazione, sembra essere tornata alla normalità. Di quelle centinaia di giovani, qualcuno martedì mattina girava ancora per strada, con lo sguardo perso in chissà quali pensieri o in chissà quali viaggi. Hanno fatto l'autostop per raggiungere la stazione più vicina, incuranti dei vestiti coperti di fango e dei cani che tenevano accanto a loro. «Ora però è arrivato il momento di pensare solo alle condizioni dei due carabinieri massacrati lunedì mattina - aggiunge Vanni - e di tornare alla normalità». Sperando che il prossimo rave non venga organizzato nella zona. Anche se, sui sacchi della spazzatura lasciati sparsi per i campi, qualche segnale è stato trovato. Un nuovo invito, per domeni sera. Il luogo, top secret. Francesca Gori (ha collaborato Antonello Carrucoli)
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