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La maggioranza contro i gessi rossi della Tioxide

<b>L&#146;INGRESSO </b>della Tioxide a Scarlino
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L’INGRESSO della Tioxide a Scarlino

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 SCARLINO. La maggioranza politica di Scarlino si fa compatta e chiede alla Regione di non concedere alla Tioxide Huntsman l'autorizzazione per la "sperimentazione capping", ossia lo stoccaggio di rifiuti da ricoprire con i gessi rossi, per cui la società ha chiesto 800mila euro come contributo.  Una sperimentazione che dovrebbe «far derubricare i gessi da rifiuto speciale a prodotto da mettere sul mercato», come dicono le sigle dei partiti che compongono il governo scarlinese (Pd, Sel, Idv, Psi, Pdci e Verdi), che si è riunito per trattare l'argomento martedì sera. E che hanno detto no a questa ipotesi, mal digerita dalla maggioranza.  In una nota congiunta, i partiti «hanno espresso parere negativo» su questo progetto, e il sindaco Maurizio Bizzarri ne ha preso atto. Soprattutto, dopo aver scoperto che «avrebbero dovuto essere stoccati rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, che i cittadini con tanta responsabilità fanno, sollevando lo stupore di tutti i presenti».  Un particolare poco chiaro inizialmente, che lo stesso Bizzarri ha precisato. «Stoccare rifiuti della differenziata e ricoprirli di gessi rossi, - si legge nella nota - con l'obiettivo di dimostrare che gli stessi non sono nocivi e possono essere eventualmente usati per ricoprire le discariche di tutta Italia». Una soluzione che ai partiti sopra citati non piace per niente, sia perchè «si sta andando verso un riciclo totale dei rifiuti, facendo risultare inutile questa sperimentazione», sia perchè, anche se Tioxide andrà fino in fondo con questo progetto, «questo debba essere fatto là dove i rifiuti in discarica ci sono già senza dover creare nuovi siti». Stiamo parlando di una sperimentazione «che vede una discarica di rifiuti nella piana del Casone a piè di fabbrica, accanto a un inceneritore che causa già miasmi, con la possibilità di veder accadere cose inaspettate, dovute a forti ondate di maltempo e ulteriori spolveri di gessi asciutti, come già avviene a Montioni», dove al momento vengono stoccati i gessi dell'impianto.  Tutto questo, poi, sarebbe comunque inutile secondo i partiti, perchè se da una parte Tioxide vuole trasformare i gessi in un prodotto di mercato, dall'altra c'è la storia: «se negli ultimi dieci anni i ministri responsabili hanno rifiutato questa tesi, sia quelli di destra che di sinistra, un motivo dovrà pur esserci».  Insomma, l'opposizione della maggioranza scarlinese è forte. E in attesa che la Regione decida se concedere o meno il contributo, lancia un messaggio alla società, affinchè «se intende portare avanti o no l'impianto di riduzione dei gessi da tempo annunciato, con un investimento di circa quaranta milioni di euro, come soluzione importante per il proseguo della attività e il mantenimento occupazionale». A.F.

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