Il Tirreno

Grosseto

Causa milionaria contro il sindaco

Alfredo Faetti
<b>IL SINDACO </b>di Scarlino Maurizio Bizzarri
◗
IL SINDACO di Scarlino Maurizio Bizzarri

Il piano di lottizzazione non decolla, chiesti 6 milioni di euro di danni

3 MINUTI DI LETTURA





 SCARLINO. Una richiesta danni pari a 6 milioni di euro pende sulla testa del sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri. Ad accusarlo sono gli eredi della famiglia Turi, che hanno visto slittare anno dopo anno la lottizzazione di una loro proprietà allo Scalo.  «Sono tranquillo. - dice il primo cittadino - I ritardi sono tutti documentati».  Questa vicenda affonda le proprie radici nell'autunno di tre anni fa. Era il 30 novembre 2009 infatti quando il "piano di lottizzazione Turi" venne adottato dal consiglio comunale di Scarlino, la cui approvazione sarà votata soltanto domani, in un altro consiglio. Ma in questo arco di tempo le vicende sono state molte, tra cavilli burocratici e dubbi sul percorso.  Per capire come si è evoluta questa storia, dobbiamo partire dalla proprietà da lottizzare, a Scarlino Scalo, che fa capo alla famiglia Turi.  Stiamo parlando di una superfice da una cubatura di 40mila metri che può accogliere 80 appartementi circa da 160 metri quadrati l'uno. Un carico urbanistico non indifferente, «troppo grande per Scarlino Scalo», spiega il sindaco. Fu proprio questo dilemma che nella passata legislatura del paese, ancora firmata Bizzarri, fece storcere la bocca al consiglio, che all'unanimità rinviò il piano di lottizzazione adottato. L'idea non era quella di mandare tutto all'aria, bensì di rivedere il progetto, destinando magari una parte della superficie alla creazione di esercizi commerciali o attività simili. Ma il rinvio non piacque per niente alla proprietà, intenzionata ad andare avanti. Tanto, da chiedere il commissariamento da parte della Regione sul piano se non fosse proseguito l'iter. Una minaccia che diede i suoi frutti, dato che l'amministrazione fece dietrofront e riprese il progetto iniziale. Nuovi problemi però intralciarono il percorso tra cavilli burocratici e rilasci di autorizzazioni, come la Vas (valutazione ambientale strategica) o il nullaosta del genio civile. «Quest'ultimo è arrivato soltanto da poco», spiega Bizzarri. Gli eredi Turi, intanto, stanchi di veder andare troppo per le lunghe la risoluzione di tutte le pratiche, hanno citato in giudizio il sindaco in persona, con una richiesta danni di sei milioni di euro. L'udienza si terrà tra qualche mese.  Bizzarri si dice tranquillo. «Io sono certo di aver assolto tutti i procedimenti in maniera corretta. - spiega - Anche i ritardi per l'approvazione del piano di lottizzazione sono pienamente documentati e mi scagionano completamente».  Approvazione che verrà votata domani in consiglio comunale, dove l'ordine del giorno parla di urbanizzazione, tra il recupero del convento di San Donato (da parte della curia) e dell'avanzo di bilancio di circa 315mila euro (parte del quale, ovvero quella non vincolata, verrà utilizzato per la manutenzione di proprietà pubbliche). Ma il punto caldo è il quarto, quando l'assemblea verrà chiamata a decidere sulle sorti della proprietà dei Tari.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa