La manifestazione
«Siamo con chi dice sì ai referendum»
E.P.
L'Arci detta la linea ai candidati: «Noi dalla parte di chi è di sinistra»
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GROSSETO. Di fronte ad una sinistra che è divisa, l'Arci provinciale di Grosseto non fa scelte preferenziali, cerca di evitare strumentalizzazioni e tenta la strada dell'unità possibile, quella che passa attraverso l'appoggio alle liste e ai candidati di sinistra, che nel Comune di Grosseto si traduce con un appoggio alle liste di sinistra che sostengono sia Emilio Bonifazi che Cristina Citerni. L'Arci provinciale, dunque, guarda alla prossima tornata amministrativa dal punto di vista di un'organizzazione che si propone come come casa comune di tutta la sinistra e il presidente Christian Sensi non nasconde un certo rammarico per tutte quelle situazioni - come a Grosseto e a Gavorrano - in cui le forze della sinistra corrono separate. «Ma il voto del 15 e 16 maggio - dice Sensi - non è, per noi, la fine di tutto, non rappresenta la conclusione di un dialogo a sinistra, anzi, i fili di quel dialogo debbono essere allacciati e noi lavoriamo e lavoreremo per questo». C'è una discriminante, però, che l'Arci pone ai candidati della sinistra che vogliano meritare il sostegno dell'associazione, ed è l'adesione ai valori dell'Arci. In questo particolare momento, mentre ci si prepara al voto per le amministrative, ma anche a quello per i referendum del 12 e 13 giugno, i temi cari all'Arci coincidono, in buona parte, con i sì che l'Arci chiede di dire ai quattro quesiti referendari. È su questi temi - nucleare e acqua pubblica in particolare - che l'Arci invita i candidati a esprimersi «perché - spiega Sensi - crediamo che abbiano molto a che fare con la politica locale. Salvo il referendum sul legittimo impedimento - aggiunge - crediamo che i sindaci e i consigli comunali avranno voce in capitolo sia sulla localizzazione delle centrali nucleari che sulla gestione dell'acqua ed è per questo che chiediamo ai candidati sindaco e ai candidati nei consigli comunali di esprimersi chiaramente su questi temi». A proposito di referendum, contrariamente a quanto la gente è portata a credere, dopo gli annunci dell'emendamento al milleproroghe che avrebbe annullato i programmi governativi sul nucleare, Sensi puntualizza che non è venuta meno la ragione del referendum. «A oggi - dice - contro il nucleare si vota, perché non c'è alcuna norma votata da ambedue i rami del parlamento che abbia fatto venire meno le ragioni per cui è nato il referendum».
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