Finanza
Aveva 74 anni e viveva a Roma, ma era innamorato dellAmiata dove possedeva una casa
Addio a Leoncarlo Settimelli
◗
SCOMPARSO il poliedrico Settimelli alla chitarra Giornalista, regista, cantante adottato da Santa Fiora
3 MINUTI DI LETTURA
AMIATA. È morto ieri mattina, a Roma, Leoncarlo Settimelli, uno degli intellettuali più poliedrici e sensibili del nostro tempo, che con un piglio e un'energia non interrotti neppure dalla malattia degli ultimi anni, ha raccontato schegge simboliche d'Italia dal dopoguerra ad oggi. Un viaggio, il suo, denso di emozione e di passione, da giornalista, regista, cantante, ricercatore, uomo di palcoscenico e del piccolo schermo, a toccare ed esplorare le vite di tanti. Settimelli ha cantato, scritto, rappresentato, sempre restando uno spirito libero e uomo di spettacolo culturalmente impegnato. Politici e sportivi e personaggi di spettacolo, ma anche le vite di uomini scomodi, gli ultimi: David Lazzaretti del Monte Amiata, i minatori di Santa Fiora, i lager. Sempre commentando da uomo di sinistra qual era, ma di una sinistra critica e senza peli sulla lingua. Nato a Lastra a Signa nel 1937, fu, da giovanissimo, operaio in una fabbrica di gomme e successivamente, col fratello Vladimiro fu giornalista dell'Unità, quella di Ingrao e di Alicata. Fondò, agli inizi degli anni'60, con un gruppo di amici, fra cui l'attuale compagna Laura Falavolti (anche curatrice di Super Quark), il Canzoniere Internazionale e con lei firmò uno degli studi più interessanti sulla canzone popolare italiana, i canti anarchici. Fra gli spettacoli del Canzoniere Internazionale vi fu anche "Vita e profezie di David Lazzaretti", un personaggio amatissimo da Settimelli che aveva anche recentemente approfondito le notizie sulla famiglia del Cristo dell'Amiata nel suo ultimo libro edito da Effigi,"I Lazzaretti, una dinastia nella bufera", presentato a Santa Fiora a dicembre. La sua curiosità lo aveva orientato verso la ricerca biografica di uomini e donne notissime, che ha raccontato per Rai 3 nella serie Ritratti, dedicate, appunto, a personaggi famosi dello spettacolo e dello sport, scritti con l'amico Giancarlo Governi. E proprio pochi giorni fa, il 20 aprile, Rai 2 ha riproposto quello dedicato a Domenico Modugno "Il grande volo", dopo che era andato in onda il ritratto di Luciano Pavarotti. Indimenticabile resta la storia della vita di Nilde Iotti, delineata con emozione e passionalità nel libro "La ragione e il sentimento". Leoncarlo Settimelli viveva a Roma, ma ogni occasione era buona per salire all'Amiata: a Santa Fiora aveva una casa e molti amici e al paese amiatino, oltre che le ricerche su Lazzaretti, aveva dedicato "Bella mì Santa Fiora", "Santa Fiora parlano i minatori" e suoi interventi mensili erano ospitati dalla rivista locale Nuovo Corriere dell'Amiata. Di Santa Fiora si sentiva cittadino a tutti gli effetti, fino ad arrivare a aggiustare assieme ad un amico, l'ingranaggio dell'orologio del campanile santafiorese che una volta si era fermato. Sul paese di adozione del Monte Amiata aveva già scritto un altro libro, consegnato da poco per la stampa all'editore Mario Papalini: "Le campane e i carillon di Santa Fiora". La salma di Settimelli sarà cremata a Roma e la compagna di Settimelli, Laura, ha in animo di organizzare, nei prossimi giorni, una serata, a Roma, con tutti i suoi amici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
