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«Anche oggi è Resistenza»
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25 APRILE due momenti delle celebrazioni della ricorrenza di ieri a Follonica Omaggio ai caduti e l'invito ai valori di uguaglianza e libertà
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GROSSETO.Celebrazione del 25 aprile, in centro storico a Grosseto e a Follonica. A Grosseto c'è stato il picchetto delle forze dell'ordine e deposizione della corona ai caduti. La festa della liberazione è iniziata alle 10,30 con la Filarmonica che ha percorso il centro storico per arrivare al parco della Rimembranza, dove alle 11 ha avuto luogo la breve e sobria commemorazione ufficiale che ha reso onore ai caduti. Presenti il sindaco Bonifazi, il presidente della Provincia Marras, il prefetto Linardi, il vescovo, le forze dell'ordine e i Comuni con i gonfaloni. Alle 11,30 tutti in piazza Dante. Sindaco e presidente della Provincia sono entrati nell'atrio di palazzo Aldobrandeschi per rendere omaggio ai caduti. Poi un comizio sul palco, inaugurato dal presidente dell'Anpi Nello Bracalari. Presenti circa 150 persone. A Follonica. «I partigiani amano l'Italia. È il tempo della seconda Resistenza. Dobbiamo di nuovo combattere per la pace, la libertà, il lavoro, la democrazia e la ricostruzione di un paese allo sbando». Questi concetti espressi da Milena Fidanzi e Gennaro Barboni, esponenti dell'Anpi locale, nei loro interventi al Parco della Rimembranza di Follonica. Un battimano prolungato, con un ovazione finale, ha accompagnato Barboni quando ha letto l'elenco dei combattenti morti per la libertà, nel follonichese e nel comprensorio metallifero: Ildo Chiti, Renzo Ferretti, Spartaco Gianneschi, Arietto Giovannelli, Virio Ranieri, Ivo Tafi, Norma Parenti, Elvezio Cerboni, Enrico Filippi, Otello Gattoli, Pio Fidanzi, Salvatore Mancuso, Silvano Benedici, Remo Meoni, Flavio Agresti, Augusto Castelli, Licurgo Bardelloni, Mario Cheli, Ateo Casalini, Alfredo Gallistru, Gino Borsari, Ercole Ferrari, Gino Baldi, Arduino Barlettai, Dino Salusti, Ivo Salusti, Guido Radi, Alvaro Betti, Gino Tamburini e gli 83 minatori della Niccioleta fucilati a Castelnuovo Val di Cecina. Sulla falsariga dei partigiani, circa l'inizio di una una seconda Resistenza gli interventi dell'assessore Tacconi, del vicesindaco Benini e di don Enzo Greco. Quest'ultimo ha chiuso la manifestazione, invitando tutti a «far diventare le belle parole democrazia, libertà, uguaglianza, pace, cultura della nostra vita». (e.g.-m.m.)
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