Sicurezza
"È stata la scena più cruenta della mia vita"
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Il municipio di SoranoParla il vigile urbano di Sorano, Emidio Gubernari, tra i primi ad arrivare sul luogo dell'aggressione. Gubernari ha anche visto i quattro ragazzi e racconta: "Erano impassibili con le manette ai polsi, solo la ragazza piangeva..."
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È stato l'esito positivo delle due prove con l'alcoltest fatto al loro amico conducente a far scatenare l'ira dei quattro giovani. È quanto risulta dal racconto del vigile urbano di Sorano, Emidio Gubernari, tra i primi ad accorrere sul luogo dell'agguato ai due carabinieri del 112 di Grosseto da parte di quattro giovani, di cui tre minorenni, tutti arrestati per tentato omicidio. «I carabinieri - racconta - gli hanno comunicato che stavano per revocargli la patente e mentre prendevano i dati del conducente, è scattata l'aggressione furiosa».
L'AGGRESSIONE - LE IMMAGINI - PARLA IL SINDACO
«Stamani ero in servizio per controllare la viabilità nei pressi di un campo vicino al fiume Fiora, sotto la frazione di Sovana, dove si è tenuto il rave party», ricorda l'agente. «Appena sono arrivato mi sono insospettito subito. Stranamente non c'erano i carabinieri, eppure davanti al terreno era stata allestita una pattuglia fissa da tre giorni». «Allora - continua la testimonianza - ho chiamato il comandante della stazione che mi ha detto dell'agguato. A questo punto ho proseguito sulla provinciale per vedere di dare una mano e dopo tre chilometri su uno slargo c'era l'auto della pattuglia. In terra, distesi, ho notato i due carabinieri. È stata la scena più violenta della mia vita vista dal vivo».
«L'appuntato non era cosciente, aveva la testa, tra collo e nuca, aperta da una ferita, quasi sicuramente fatta con una bastonata - ricorda Gubernari -. I sanitari del 118 provavano a far parlare l'altro carabiniere, ma era stordito e aveva il volto totalmente tumefatto, non ci riusciva». «Poi mi sono spostato un chilometro e mezzo più avanti, poco prima di San Martino sul Fiora, dove altri carabinieri hanno arrestato i quattro. Erano ancora lì e li ho potuti vedere bene prima di andare tutti in colonna alla compagnia di Pitigliano».
Gubernari conferma che gli aggressori «hanno usato per colpire un paletto di una recinzione». La zona dell'agguato è relativamente isolata. Si è in aperta campagna, in Maremma, non distanti da Saturnia, nel comune di Manciano. «Impassibili, i ragazzi non hanno detto una parola. Solo la ragazza di 16 anni piangeva e diceva che lei non c'entrava niente. Ma i tre ragazzi sembravano indifferenti. Zitti, muti, sul momento non hanno dato nessuna giustificazione, eppure hanno massacrato due carabinieri ed erano con le manette ai polsi».
Così un vigile urbano di Sorano, Emidio Gubernari, descrive i quattro giovani arrestati per il tentato omicidio di due carabinieri che li avevano fermati per un controllo, stamani nei pressi di Sorano. «Li ho potuti osservare per almeno venti minuti mentre davo supporto ai colleghi dell'Arma - prosegue il racconto dell'agente - e mi hanno fatto impressione per la freddezza. Sembravano normali, e nemmeno mezz'ora prima hanno fatto un massacro». I quattro sono stati interrogati dai carabinieri nella caserma della compagnia di Pitigliano.
L'AGGRESSIONE - LE IMMAGINI - PARLA IL SINDACO
«Stamani ero in servizio per controllare la viabilità nei pressi di un campo vicino al fiume Fiora, sotto la frazione di Sovana, dove si è tenuto il rave party», ricorda l'agente. «Appena sono arrivato mi sono insospettito subito. Stranamente non c'erano i carabinieri, eppure davanti al terreno era stata allestita una pattuglia fissa da tre giorni». «Allora - continua la testimonianza - ho chiamato il comandante della stazione che mi ha detto dell'agguato. A questo punto ho proseguito sulla provinciale per vedere di dare una mano e dopo tre chilometri su uno slargo c'era l'auto della pattuglia. In terra, distesi, ho notato i due carabinieri. È stata la scena più violenta della mia vita vista dal vivo».
«L'appuntato non era cosciente, aveva la testa, tra collo e nuca, aperta da una ferita, quasi sicuramente fatta con una bastonata - ricorda Gubernari -. I sanitari del 118 provavano a far parlare l'altro carabiniere, ma era stordito e aveva il volto totalmente tumefatto, non ci riusciva». «Poi mi sono spostato un chilometro e mezzo più avanti, poco prima di San Martino sul Fiora, dove altri carabinieri hanno arrestato i quattro. Erano ancora lì e li ho potuti vedere bene prima di andare tutti in colonna alla compagnia di Pitigliano».
Gubernari conferma che gli aggressori «hanno usato per colpire un paletto di una recinzione». La zona dell'agguato è relativamente isolata. Si è in aperta campagna, in Maremma, non distanti da Saturnia, nel comune di Manciano. «Impassibili, i ragazzi non hanno detto una parola. Solo la ragazza di 16 anni piangeva e diceva che lei non c'entrava niente. Ma i tre ragazzi sembravano indifferenti. Zitti, muti, sul momento non hanno dato nessuna giustificazione, eppure hanno massacrato due carabinieri ed erano con le manette ai polsi».
Così un vigile urbano di Sorano, Emidio Gubernari, descrive i quattro giovani arrestati per il tentato omicidio di due carabinieri che li avevano fermati per un controllo, stamani nei pressi di Sorano. «Li ho potuti osservare per almeno venti minuti mentre davo supporto ai colleghi dell'Arma - prosegue il racconto dell'agente - e mi hanno fatto impressione per la freddezza. Sembravano normali, e nemmeno mezz'ora prima hanno fatto un massacro». I quattro sono stati interrogati dai carabinieri nella caserma della compagnia di Pitigliano.
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