Il Tirreno

Grosseto

Venere Bianca si dà alle belle arti

Venere Bianca si dà alle belle arti

A Follonica l'ultimo spettacolo di una delle regine del porno

4 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Il vocalist la annuncia, le luci si accendono e la scena è tutta sua: «Sapevo che il locale era quello giusto per fare questa serata». Poco a poco il brusio del pubblico cala e tutti gli occhi finiscono su quel corpo che tutto lascia immaginare fuorché 52 anni. Al Gilda di Follonica, venerdì sera, cala il sipario sulla Venere Bianca, una delle regine del porno italiano. Ma non è un addio. «Lo spettacolo mi mancherà troppo. Se qualcuno, tra un po' di tempo, dovesse chiedermi di esibirmi per una serata, probabilmente dirò di sì. Io sarò per sempre la Venere Bianca». Lo ribadisce anche il vocalist al microfono prima dello spettacolo: «Stasera è il suo ultimo spettacolo, ma con la Venere non si può mai dire. Un giorno, chissà, potrebbe tornare qui al Gilda a farci una sorpresa».  Il nome all'anagrafe è Manuela Falorni, ma venerdì sera era importante l'altro: un simbolo di un tempo passato, di un mix tra arte e libertà. La Venere ha scelto la sexydisco follonichese per salutare i riflettori e gli applausi del pubblico, accorso numeroso, dopo trentatré anni di onorata carriera.  «Troppe cose sono cambiate - confida - Ora è il tempo del consumismo sfrenato, di una società dove c'è di tutto di più».  Lei invece lo spettacolo lo ha voluto lasciare come lo ha conosciuto. È arrivata nel locale insieme al marito Franco Ciani intorno a mezzanotte, direttamente da Viareggio, dove vivono, ma ha atteso più di un'ora per esibirsi.  L'atmosfera è calda: il Gilda è pieno, rivestito a festa per l'occasione. Sparsi tra poltorne e il bancone del bar ci sono uomini di ogni tipo ed età, affascinati dalle dalle ballerine padrone di casa ma chiaramente lì in attesa dell'ospite d'onore.  È da poco passata l'una e mezzo quando la Venere Bianca, vestita di nero, fa il suo ingresso, accompagnato dagli applausi scomposti del pubblico. C'è una sedia foderata da un velluto leopardato in mezzo al palco e una sigaretta accesa tra le sue labbra.  «Senso dell'erotico», lo ha definito Ciani. Un senso che la Venere - come racconta lei stessa - nel giro veloce di pochi anni sembra essersi smarrito.  «Questa - dice - è la generazione dell'usa e getta», dovuta a Internet e al moltiplicarsi dei night, che ha svalutato tanto gli spettacoli quanto le artiste.  Invece, un tempo, era diverso. Il Blue Moon a Roma, il Cavallino Bianco a Chiusi, il Disco Armony a Ferrara, ma soprattutto, il Teatrino a Milano. «Quelli erano veri teatri - racconta la Venere - Ricordo il mio primo ingaggio al Teatrino: la sala era piena (350 persone) ma quando salii sul palco c'era il silenzio. Gli uomini entravano nascosti dietro al giornale e venivano per abbandonarsi alle loro fantasie. Oggi invece questa voglia di mistero è andata persa».  Lei però ha riportato sul palco del Gilda quell'atmosfera. «L'ho scelto per questo, sapevo che era il locale giusto». Non sarà come i grandi palchi di città, ma il piccolo night sul golfo ha saputo regalarle ancora quelle emozioni.  Mentre le note di "Pensiero Stupendo" salgono, i vestiti della Venere diminuiscono. Mano a mano si crea il silenzio. L'attenzione ora è tutta su di lei.  Con le lunghe unghie rosse toglie uno alla volta i suoi indumenti per indossare una camicia da notte nera, lasciando scoperto un seno. Senso dell'erotico. Nella sala del Gilda quel corpo libero e peccaminoso inizia a circolare tra il pubblico, si lascia agli abbracci osceni dei paganti e poi sceglie un ragazzo, da portare sul palco e "torturare". La Venere ormai è la padrona assoluta. Ma la musica ormai è finita, dopo quaranta minuti sulla scena, ed è tempo di rientrare nel camerino. «Sono molto contenta per come si è svolta, - dice il giorno dopo - Adesso, dopo un periodo di vuoto che sicuramente questa mia decisione mi lascerà, cercherò di indirizzare le mie emozioni in altre parti». Per questo farà l'esame d'ammissione alle Belle Arti di Carrara, in attesa di una risposta per un suo progetto su un documentario sul porno proposto a Sky.  Finisce così? «Io non rinuncerò mai al mio passato, che sento nel presente - dice - sono e sarò sempre la Venere Bianca». Baciata forse per l'ultima volta dalla notte follonichese. Alfredo Faetti Altro servizio a pagina 22

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa