Sicurezza
Nidi pubblici e privati ecco cosa offrono in città e come iscrivere i figli
Lorenzo Santorelli
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GROSSETO. Se volete che vostro figlio possa realizzare le sue aspirazioni, non spendete soldi in università private e master. Iscrivetelo ad un buon asilo, parola del premio Nobel per l'economia James Heckman. Secondo l'economista statunitense «I soldi impegnati nella prima infanzia sono un investimento perché determinano la crescita individuale delle persone. Ciò potrà avere delle ricadute economiche, oggi abbiamo gli strumenti per dimostrarlo». Eppure in Italia sembra che per gli asili nido si prediligano sempre più criteri "low cost" piuttosto che qualitativi. A dirlo è il Cnel, Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, attraverso l'indagine sviluppata dal Gruppo Nazionale di studio Nidi-Infanzia (Gnni). Dal dossier (vedi a fianco ndc) emerge che per garantire un servizio di qualità, i costi hanno una forbice dai 4 ai 6 euro a bambino per ogni ora. Quando un bambino in graduatoria non trova posto in un asilo pubblico, l'amministrazione comunale stipula una convenzione con quelli privati. «I nidi privati accreditati, che hanno ottenuto il bollino blu in base ai progetti intrapresi - spiega Barbara Biagioni, direttrice di Iside, l'organismo che gestisce i servizi educativi per l'infanzia - possono stipulare una convenzione e ospitare i bambini entrati in graduatoria. I genitori pagano le stesse cifre previste dal tariffario pubblico in base all'attestazione Isee. La differenza la corrisponde il Comune attraverso i buoni servizio». Nell'ultimo anno scolastico 89 bambini sono stati accolti in undici strutture convenzionate. Per questa "supplenza" il comune ha pagato ai privati 31.579 euro ogni mese, ovvero 355 euro per bimbo. Da Iside fanno presente che in passato le convenzioni erano tarate in base ai costi di gestione, quelli analizzati anche nel dossier di Cnel e Gnni. In tempi di vacche magre, dovuti ai tagli ai finanziamenti regionali e da parte del Monte dei Paschi, possono coprire solo la retta. Dall'11 aprile sono aperti i bandi per le iscrizioni per l'anno scolastico 2011/2012. Possono essere iscritti agli asili nido comunali i bambini e le bambine di età compresa fra i tre mesi ed i tre anni. La domanda, che può essere scaricata dal sito di Iside, deve essere compilata e sottoscritta dal genitore dichiarante e redatta in forma di autocertificazione. In base alla composizione del nucleo familiare del bambino, della situazione lavorativa dei genitori e di eventuali condizioni particolari, viene attribuito un punteggio utile ai fini della collocazione nelle graduatorie I bambini e le bambine verranno collocati nelle graduatorie suddivise in piccoli (nati dopo il 31 agosto dell'anno precedente), medi (nati fra il primo gennaio ed il 31 agosto dell'anno precedente a quello per il quale si fa domanda di iscrizione) e grandi (quelli che compiono i due anni tra il primo gennaio ed il 31 dicembre dell'anno per il quale si fa domanda di iscrizione). Dopo la pubblicazione degli elenchi provvisori, le famiglie hanno dieci giorni di tempo per verificare il punteggio attribuito e fare eventuali segnalazioni al direttore di Iside prima che vengano stilate le graduatorie definitive. Gli esclusi dalla graduatoria per il posto a settembre, rimangono in lista di attesa fino al 28 febbraio successivo nel caso in cui si liberino dei posti. Tra gli asili nido comunali "Il Canguro", "La Mimosa" e "Il Sole" ospitano 51 bambini ciascuno e hanno 8 educatori a testa, l'"Aquilone" ha 42 bambini e 6 educatori, il "Bruco" 18 bambini e 2 educatori ed il "Delfino" 20 bambini e 3 educatori. Secondo i tariffari, divisi in otto fasce di reddito in base all'attestazione Isee, la spesa per 40 ore settimanali varia dagli 85 ai 248 euro mensili, ad esclusione della fascia più bassa che è a costo zero. Per calcolare l'entità del contributo comunale ai nidi privati convenzionati, basta fare la differenza tra la tariffa che un genitore pagherebbe se suo figlio fosse in un asilo pubblico e la retta richiesta dal privato.
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