Sicurezza
Le proposte di Mario Lolini per la viabilità: sovrappasso fra via della Pace e via Collodi
«Tutto il traffico va rivisto»
Enrico Pizzi
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TRAFFICO. Nel centro cittadino Serve anche un cavalcaferrovia nella zona industriale nord
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GROSSETO. Il traffico a Grosseto ha raggiunto livelli di collasso e serve, secondo il candidato del centrodestra Mario Lolini, una cura radicale fatta secondo un «modello di viabilità innovativo» che punti a realizzare collegamenti più rapidi tra le zone più distanti della città, riduca e snellisca i flussi di traffico. Un sistema innovativo che consenta di realizzare una rete integrata di collegamento tra il centro cittadino e l'hinterland. Per parlare di traffico Lolini ha scelto la zona di via Nepal, all'ingresso dell'area artigianale del Poponaio. Basta affacciarsi in quest'area la mattina, all'ora di apertura delle attività, o la sera, alla chiusura, per rischiare di restare imbottigliati nel traffico senza alcuna alternativa. Una situazione di disagio che, talvolta, diventa anche pericolosa. Non a caso, mentre Lolini illustrava i suoi progetti sul traffico, la rotatoria da cui ci si immette su via Nepal e sull'Aurelia è stata teatro di un paio di piccoli incidenti, per fortuna di lieve entità. Nel programma di Lolini alcune opere, di cui si parla da anni, diventano delle priorità. Innanzitutto il sovrappasso ferroviario che dovrebbe collegare via della Pace a via Collodi, nel quartiere Barbanella. Un progetto che risale negli anni, e che le ferrovie dello Stato avrebbero dovuto realizzare in perequazione con i diritti edificatori sulle aree intorno al tracciato ferroviario. Per Lolini, però, dovrà pensarci il Comune, perché «nella zona di proprietà delle ferrovie - spiega - il regolamento urbanistico prevede palazzi di 24 metri, in puro stile sovietico, con vista su ferrovia e cimitero: mi chiedo quanto possa essere attrattivo e come possa funzionare la perequazione». Ci sono, poi, il progetto della bretella sud, che dovrebbe collegare l'Aurelia a sud di Grosseto con la Scansanese, procedendo parallelamente all'argine del fiume Ombrone e l'altro progetto, da realizzare con la Provincia, di una bretella nord che colleghi l'Aurelia a alla viabilità che porta alla costa. Infine, tra le priorità, l'opera che dovrebbe dare un po' di respiro proprio alla zona di via Nepal: il cavalcaferrovia che colleghi l'area artigianale del Poponaio alla zona industriale Nord. Quest'ultima opera è da oltre cinque anni nel piano delle opere pubbliche del Comune di Grosseto, ma «il Comune - attacca Lolini - ha preferito spendere 7,5 milioni per acquistare il teatro Moderno, piuttosto che realizzare quest'opera». Lolini approfitta, poi, per ribattere a Bonifazi sulla questione del carcere. Bonifazi lo ha accusato di far finta di non sapere che lo spostamento del carcere dal centro cittadino dipende dal ministero della Giustizia, «eppure - attacca Lolini, con tanto di articolo uscito proprio sul Tirreno dell'epoca - Bonifazi aveva promesso, a maggio 2006, che avrebbe spostato il carcere». Sul tema degli asili, poi, Lolini sottolinea che «ai grossetani non può bastare sentirsi dire che sono in fase di realizzazione» e tra l'altro fa notare che «è bloccato il cantiere» dell'unico che si sta costruendo, quello in via Mozambico.
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