Trasporti
«Sono eleggibile e non mi ritiro»
Alfredo Faetti
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EX SINDACO. Massimo Borghi Borghi all'attacco: «Siamo in corsa e vinceremo le elezioni»
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GAVORRANO. Massimo Borghi è in corsa e vuole vincere. Così la sua lista (Sel, Verdi, Psi e Comitato). E in caso di un possibile ricorso sulla sua ineleggibilità, è già allo studio dei legali una difesa per andare avanti in tutti e tre i gradi di giudizio. E' un fiume in piena l'ex sindaco: «valuteremo con i legali come agire riguardo a questa fuga di notizie», il cui artefice, secondo lui, è il Pd. «E' un errore di cui mi assumo tutta la responsabilità» esordisce Borghi dopo la bufera che lo ha investito. «La lista e il suo candidato sindaco sono stati accettati dalla commissione elettorale di Massa Marittima. Quindi siamo in corsa e lo siamo per vincere». Il problema ha riguardato l'aspettativa dal suo lavoro di dipendente comunale (richiesta dalla legge per potersi candidare) che Borghi avrebbe protocollato troppo tardi, dopo la consegna della lista. Iniziamo dai fatti. «Venerdì mattina sono andato insieme all'altro responsabile a consegnare la lista in Comune. - spiega Giorgio Melillo, uno dei delegati della consegna - Il segretario comunale a quel punto ci ha chiesto se nella documentazione fosse tutto a posto». Una domanda che ha messo la pulce nell'orecchio a Melillo. «Lì mi è venuta in mente l'aspettativa». Un flash che ha attivato subito Borghi, il quale, sabato mattina, scadenza per la consegna delle liste, si è recato nuovamente in Comune. «Ma l'ufficio protocollo era chiuso. - spiega il candidato - Così sono tornato il primo giorno lavorativo utile, ovvero lunedì». Ma come mai siamo arrivati all'ultimo momento per chiedere l'aspettativa? «Perchè nessuno ci ha detto niente. - dice Borghi - Anche al segretario è passato di mente». Una dinamica ben diversa dal 2009, quando Borghi è stato eletto, perchè in quell'occasione l'atto venne depositato «dopo il primo consiglio comunale e nessuno disse niente». Questo è un passaggio chiave: l'ineleggibilità può essere discussa solo dopo il primo consiglio post-elezioni, quando viene votata la verifica degli eletti. E sarebbe proprio sulla delibera di questa votazione che qualcuno potrebbe presentare ricorso. «Io sono eleggibile a tutti gli effetti. In caso di vittoria, poi, se qualcuno presenterà ricorso, i nostri avvocati stanno già preparando un fascicolo per poter proseguire fino in fondo in tutte le sedi giuridiche». L'eventuale linea difensiva non può essere svelata, anche se alcuni punti possono essere individuati: oltre alla procedura sopra descritta, ci sarebbe anche il fatto che Borghi è in ferie dal suo lavoro da settimane e questo non avrebbe consentito di chiedere l'aspettativa. Questione chiusa quindi in attesa del primo consiglio? Assolutamente no. «La richiesta di aspettativa riguarda me e il mio datore di lavoro. Un passaggio coperto da privacy. Mi chiedo dunque come la notizia sia arrivata prima ai giornali che a me». Non lo chiama per nome, il Pd, ma è esplicito. «A far circolare la voce sono stati i miei ex alleati che da mesi mi spiano in attesa di un passo falso. Adesso valuteremo con gli avvocati il da farsi».
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