Il Tirreno

Grosseto

Sono ancora al Sant’Anna: il progetto
è della Società della Salute

Restano 8 migranti per loro lavori socialmente utili

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 MASSA MARITTIMA. Conclusa la prima fase di accoglienza ed assistenza ai migranti arrivati a Massa Marittima da Lampedusa, l'attenzione è ora tesa all'ultimo intervento sociale, volto a garantire loro, le capacità linguistiche e sociali per poter raggiungere la propria autonomia come qualsiasi altro cittadino. Dei 45 ospiti arrivati meno di un mese fa nella città metallifera, tutti identificati e sottoposti a controllo medico grazie ad un lavoro congiunto di Prefettura, Questura, Asl, Società della Salute, Protezione Civile provinciale e Comune, molti sono partiti per varie destinazioni, dopo l'ottenimento del permesso di soggiorno. Otto di loro hanno invece deciso di restare temporaneamente a Massa Marittima. Sono ancora ospitati presso il Sant'Anna e per il mese a venire potranno usufruire di corsi di alfabetizzazione ed orientamento civico, oltre che di uno stage lavorativo. Nei giorni scorsi si è svolto un incontro istituzionale presso la Regione, presente anche il presidente Enrico Rossi, per fare il punto sulla situazione attuale e sui progetti da mettere in atto nelle prossime ore, in tutti i centri di accoglienza della Toscana. La Società della Salute delle Colline Metallifere ha proposto un percorso programmato di un mese, di corsi e stage lavorativo al termine del quale gli ospiti del Sant'Anna, usciranno dalla struttura e potranno inserirsi nel contesto nazionale. «Il progetto - spiega il presidente della Sds Luciano Fedeli - prevede l'insegnamento di nozioni linguistiche di base, indispensabili per la comunicazione, ed un corso di orientamento civico dove verranno illustrati doveri e diritti e fornite indicazioni precise per l'accesso a servizi pubblici, sociali, sanitari ecc. Abbiamo pensato, per gli ospiti del Sant'Anna, anche ad un periodo di stage lavorativo della durata di un mese, da non confondere assolutamente, con un inserimento lavorativo. Grazie alla disponibilità di due aziende del territorio, Greenservice e Cooperativa Sociale Il Nodo, sarà possibile assegnare ai migranti mansioni socialmente utili, come pulizia del verde o dei marciapiedi ed altre piccole manutenzioni. Al termine di questi 30 giorni la rete di sostegno pubblica assumerà per questi cittadini, la stessa conformazione di quella prevista per tutto il resto della popolazione».

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