La manifestazione
La bacchettata dei commercianti
Fra.Go.
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MANO TESA. Tra gli agricoltori e le associazioni dei commercianti per trovare regole comuni per le manifestazioni in centro dopo la polemica per i furgoncini della Cia in piazza del Sale di giovedì Chiesto un tavolo di programmazione per le manifestazioni in centro
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GROSSETO. Commercianti con le vetrine oscurate e ambulanti con i banchi aperti in centro. Una convivenza che fino ad oggi ha avuto qualche difficoltà, ma che potrebbe sanarsi se alla fine prevarrà il buonsenso. Lo dice la Confesercenti, che interviene sull'episodio di giovedì mattina, quando i proprietari dei negozi di piazza del Sale hanno protestato per gli stand della Cia. L'associazione dei commercianti prende le parti dei negozianti ma spezza anche una lancia per i produttori della Cia che due giorni fa erano in piazza del Sale. «La filiera corta è un importante canale di distribuzione - dicono - perché permette alle attività rurali di avere una vetrina delle proprie produzioni. Ma allo stesso tempo non si deve sottovalutare il fatto che essi sono di fatto una forma di commercio, e come tale non si può pensare che sfuggano totalmente a quelle logiche di programmazione e valutazione commerciale che vengono applicate ai normali mercati di ogni territorio». Esiste un piano del commercio su aree pubbliche, in Comune, che regola anche i mercatini in centro. «Quando si parla di manifestazioni a carattere commerciale - aggiungono - non è sufficiente che le stesse siano in regola con i permessi di occupazione di suolo pubblico ma è necessario che vengano inserite nei tempi, nei modi e con la periodicità giusta all'interno del tessuto delle attività commerciali residenti». Per evitare le proteste, basterebbe quindi mettersi d'accordo. «Siamo convinti - aggiungono - che con un percorso concertativo tra le varie associazioni rappresentative delle realtà in gioco e la stessa amministrazione si potrebbe ottimizzare la situazione riuscendo a creare una sinergia tra le varie attività che sia in grado di apportare benefici a tutti». Il vero nome di piazza del Sale è piazza del Mercato. Lo sanno bene Davide Barbetti e il suo socio Andrea, che hanno investito nel Beyond. Ma quando piazza del Sale era piazza del Mercato non c' erano tutti i negozi che fanno ora da cornice alla piazza. «Io e Andrea per primi abbiamo creduto così tanto in questo spicchio di città - dice Davide Barbetti - da voler rendere il nostro spazio il più gradevole possibile abbellendolo con fiori e siepi. Siamo i primi a credere che il centro storico debba essere rivalutato sia di giorno che di sera». Ben vengano quindi manifestazioni come quella giovedì o altre che possano richiamare nel centro i giovani. «Innegabile è il fatto che essere svegliati dal proprio corriere impossibilitato a scaricare la merce e dover tenere chiuso a pranzo perchè impossibilitato a raggiungere la propria attività non fa piacere - aggiunge Barbetti - proprio come è successo giovedì mattina. Da qui la nostra richiesta di chiarimenti per capire come fosse stato possibile autorizzare un commerciante a violare la libertà di un altro commerciante». Davide e Andrea hanno parlato sia con il sindaco che con il presidente della Cia. «Abbiamo trovato dinanzi a noi due persone disponibili a trovare una giusta soluzione per poter lavorare assieme a questo progetto di valorizzazione del centro, delle sue piazze - dicono - noi siamo pronti ad aiutare Grosseto sia come locale Beyond che come associazione Publigest perchè crediamo nella città». La speranza dei commercianti quindi, è quella che le manifestazioni provvisorie future tengano presente di chi in piazza del Mercato ci vive tutti i giorni.
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