Il Tirreno

Grosseto

Il Tar gela i sostenitori del Pdl

Guido Fiorini
<b>AL TAR.</b> Mainetti, Ciabatti e Faenzi in testa al gruppo dei sostenitori
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AL TAR. Mainetti, Ciabatti e Faenzi in testa al gruppo dei sostenitori

Ricorso respinto. L'avvocato: «Preferita la forma alla sostanza»

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 CASTIGLIONE. Ricorso respinto perché inammissibile. La 2ª sezione del Tar della Toscana, presieduta dal giudice Maurizio Nicolosi, ha gelato Monica Faenzi, Sandra Mainetti e i circa 50 sostenitori castiglionesi giunti a Firenze, in via Ricasoli, nella speranza di veder accolto il ricorso contro l'esclusione della lista.  Adesso si andrà al Consiglio di Stato, già martedì il professor Luca Stanghellini, avvocato senese incaricato del ricorso, presenterà quanto necessario a palazzo Spada e entro la settimana ci sarà la sentenza definitiva.  «Il Tar ha preferito la forma alla sostanza - ci spiega lo stesso avvocato Stanghellini -. Sempre che il vizio di forma ci fosse, perché a Castiglione tutti si conoscono, c'è una sola chiesa, due farmacie e chi firma una lista partecipa alla vita politica. Insomma, sapevano bene chi stava chiedendo loro la firma e per chi firmavano. E poi in udienza i giudici stessi hanno detto che sarebbe bastato che i fogli fossero spillati. Possibile che una spilla, solo una spilla, possa far perdere di vista la sostanza, e cioè l'esclusione di una lista dalla competizione democratica? Il Tar ha deciso così, ma non ci perdiamo d'animo e andiamo al Consiglio di Stato. Sto già lavorando al ricorso».  Arrabbiata, ma battagliera, Monica Faenzi «Il Tar ci ha dato torto, ma in qualche modo ce l'aspettavamo - dice Monica Faenzi -. Non perdiamo comunque la speranza ed è già pronto il ricorso al Consiglio di Stato che presenteremo entro martedì. Non ci arrenderemo, lo faremo per il 52% dei castiglionesi (oltre 2700 persone su 5000 votanti) che senza la lista di centrodestra rimarrebbero senza partito di riferimento e non andrebbero a votare».  Fra l'altro di fronte al Tar aveva presentato una memoria anche la lista civica di Mario Ferraro, tramite il professor Luca Righi, avvocato fiorentino: «L'abbiamo fatto - spiega "Il Mostro" - perché siamo convinti che la prima regola sia "rispettare le regole". Se ci sono non si possono aggirare». E la cosa ha fatto particolarmente infuriare sia Monica Faenzi che Sandra Mainetti: «Un atto gravissimo - scrive l'ufficio stampa della Faenzi - che si sia costituita parte civile una delle due liste di centrosinistra, in particolare quella dell'Idv (in realtà l'Idv non c'entra nulla, è alleata del Pd, e la lista è civica ndr) di Mario Ferraro detto "Il Mostro", che ha portato in aula un proprio avvocato in appoggio all'accusa. Il nostro legale, Luca Stanghellini, ha affermato che "una sentenza contraria non solo farebbe cadere la testa al segretario generale che avrebbe potuto riguardare meglio le liste che consegnava, ma soprattutto farebbe venire meno un diritto di democrazia". Fra l'altro al ricorso è stato allegato anche un documento, con circa cento firmatari notificati da un notaio, i quali hanno dichiarato che le loro firme sono collegate alla lista di consiglieri del candidato a sindaco Sandra Mainetti. Documento che formalmente sanerebbe la mancata compilazione dei moduli».  E la Faenzi se la prende anche con la Pinzuti, che aveva definito "una piazzata" il pullman di sostenitori. Anche se, va sottolineato, dal Pd castiglionese non è arrivato mai alcun commento alla vicenda, neppure ieri dopo la sentenza: «Faremo un esposto alla Procura anche contro la Pinzuti - aggiunge la Faenzi -. Del resto questo è l'unico modo per loro per vincere a Castiglione. Comunque vada questa storia non si concluderà con questa sentenza. Siamo vittime di un fatto gravissimo, siamo caduti in una trappola confidando della buona fede di certe persone».

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