Il Tirreno

Grosseto

«Altro che grandi opere, il Comune casca a pezzi»

L'ex sindaco Sergio Monaci va all'attacco: «Invece di sognare, si pensi a renderlo agibile»

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 SEGGIANO. I problemi nel paese di Seggiano sono molti, in vari campi. Seggiano, infatti, non è in grado di gestire l'ordinario e l'esistente ed è senza servizio di segretario comunale, mentre il sindaco è senza ufficio.  A dichiararlo senza mezzi termini, sul filo dell'ironia, è l'ex sindaco di Seggiano Sergio Monaci, consigliere di opposizione del comune seggianese.  «La figura del segretario comunale - denuncia Monaci - non è più presente nella sede comunale di Seggiano. Il segretario viene a presenziare alle giunte e ai consigli comunali, previo decreto di richiesta all'agenzia dei segretari comunali. In realtà - afferma Monaci - per un breve periodo di tempo, il sindaco Daniele Rossi e l'attuale vicesindaco Oriano Savelli avevano predisposto, a livello organizzativo, un segretario a scavalco ed un vicesegretario a convenzione. E fu opportuno allora - afferma ancora il consigliere di opposizione - ritenere che la presenza del segretario comunale per 6 giorni fosse eccessiva e superflua e troppe due figure. Ma per lo meno per due giorni settimanali la presenza del segretario comunale è utile e opportuna. E si badi bene. L'attuale sindaco Rossi aveva avuto la possibilità di mantenere o predisporre una convenzione con il segretario ereditato dall'esecutivo presieduto dal sottoscritto e non si comprende se il segretario dell'epoca sia stato licenziato da Daniele Rossi e compagni o se il medesimo si sia allontanato da se stesso, essendo venuto meno il rapporto fiduciario con l'esecutivo attuale».  Ma secondo Monaci, vi è anche un altro problema, quello delle condizioni in cui versa l'edificio comunale e la mancanza di un ufficio per il primo cittadino, con conseguente disagio per i citatdini: «Una parte del comune non è agibile - spiega Monaci - per cui l'istruttore municipale è stato costretto ad occupare l'ufficio del segretario comunale. Anche l'ufficio del sindaco non è agibile - afferma Monaci - e adesso l'ufficio non si sa dove sia, mentre il primo cittadino sembra (il dubitativo è d'obbligo) che vaghi da un ufficio a un altro in cerca non si sa se di un posto dove batta sole o all'ombra, con grave disagio per gli utenti. Questa è la situazione. Altro che sognare e progettare le grandi opere», conclude Monaci, con un pizzico di polemica. Fiora Bonelli   IL LAGHETTO PER LA PESCA «Era un nostro progetto»  SEGGIANO. Le grandi opere a cui Monaci, ex sindaco di Seggiano si riferisce, sono costituite dal progetto di laghetto di pesca sportiva, presentato giovedì pomeriggio a Pescina di Seggiano. Un'iniziativa apprezzabile, secondo Monaci, il quale, però, spiega che l'idea viene dai tempi del suo esecutivo e che all'epoca fu osteggiata da chi, oggi, invece, la cavalca. «Iniziativa prospettata tra il 1999 e il 2004 e che fu bocciata da una certa lobby di pensiero, seppure con un seguito elettorale estremamente limitato e che all'epoca riteneva che la creazione di un lago nella zona avrebbe creato un acquitrino infestato da mosche e zanzare. L'iniziativa della mia giunta, a quel tempo, era di favorire il turismo di Pescina, che ospita già qualificati ristoranti e alberghi. Sono quindi dispiaciuto di sapere che parte di quella piccola lobby adesso sembrerebbe essere favorevole al laghetto, anche perchè all'epoca il mio esecutivo era aperto ad ogni suggerimento. Ma meglio tardi che mai».

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