Proteste
Amara sorpresa per commercianti e residenti al risveglio ieri mattina nella frazione
Raid vandalico a Principina
Elisabetta Giorgi
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CASSONETTI. Rovesciati nella notte Cassonetti rovesciati, furti, scritte farneticanti e stelle a 5 punte
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PRINCIPINA. Stelle a cinque punte (simboli pagani o delle Brigate rosse), frasi deliranti inneggianti alle droghe e all'Islam. Cassonetti rovesciati, vetrine imbrattate. Raid vandalico - la notte tra mercoledì e giovedì - a Principina a mare che ieri mattina si è risvegliata deturpata di scritte: una decina di negozi lungo viale Tirreno, la strada principale della frazione, sono stati presi di mira. Amareggiati, i commercianti hanno avvertito subito i carabinieri. Il più colpito è stato il bar Mare luna, la prima gelateria di Principina dove i sei tavolini all'aperto sono stati bersagliati dalle bombolette spray. Su ogni tavolo c'erano scritte che riportavano nomi di stupefacenti, "hashish", "ganja" (termine del sanscrito con cui è definita la marjuana), "fumo", "bom". Scritte anche incomprensibili o gergali, «nel lessico usato dai giovani per indicare le droghe», come spiegano i titolari che - appena tirate su le saracinesche - si sono rimboccati le maniche pulendo il tutto con solventi e strofinacci. «Stamani, verso le 7,45, c'era un disastro». Due sedie della gelateria rubate, altre due rotte, le fioriere rovesciate, le sedie scaraventate per terra, i tavoli rigati e un grosso cono pubblicitario in vetroresina esposto fuori dalla gelateria (quasi due metri d'altezza) rubato. Da lì in poi, per tutto il viale che conduce al mare, un'escalation di atti vandalici ha colpito la maggior parte degli altri negozianti risparmiando i due alimentari, la tabaccheria munita di telecamere e il parrucchiere. Una stella di David è stata disegnata sulla bacheca in vetro dell'agenzia immobiliare; i cassonetti rovesciati in mezzo alla strada e scritte spray disseminate ovunque. Al numero 13 di viale Tirreno sono stati presi di mira fondi sfitti con le scritte Imola e "qui ganja". Imbrattati il vetro dell'auto della titolare dell'agenzia immobiliare Prima Italia, Loredana Riccardi, e la vetrina della gelateria Polipus con uno scarabocchio privo di significato. «In più ci hanno estirpato la bougainville - dice Massimiliano Senesi, il barista - Ce l'hanno scaraventata per terra e l'abbiamo ripiantata». Pochi danni, in termini economici, ma un disagio enorme. Anche il muro del bazar, all'angolo, si è ritrovato stampato due parole sibilline - "Maometto style" - accanto a un pentacolo, cinque punte dentro a un cerchio: un simbolo usato dai pagani politeisti e dalle brigate rosse, ma molto più probabilmente privo di senso politico o spirituale e soltanto farneticante. Francesco Giannetti, titolare della tabaccheria e padre della campionessa di motociclismo, si è salvato grazie forse alle telecamere che hanno ripreso persone di passaggio. Forse erano i ladri, forse no. «Prima sono passati i vigilantes, poi, dopo un quarto d'ora, ho visto passare due gruppi di giovani, prima due e poi tre. Li ho visti nelle immagini ma non sono riconoscibili. E chissà se sono stati loro». Anche in via dello Squalo, una ventina di cassonetti sono stati rovesciati, un cancelletto e alcune staccionate divelti. Il titolare dell'hotel Principe, Severo Facondini, ha deciso di documentare il tutto con un piccolo dossier fotografico «che ho pensato di spedire alle forze dell'ordine e far conoscere ai cittadini». In mattinata il Coseca è intervenuto per rimettere a posto i cassonetti rovesciati. L'ordine è tornato a metà mattinata e le scritte sono state ripulite, ma l'amarezza resta.
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