La protesta
Era entrato in un palazzo e aveva iniziato a molestare i residenti
Picchia due militari poi si scusa «Ero ubriaco, mi dispiace»
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INDAGINE dei carabinieri 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. A notte fonda è entrato in un palazzo e ha iniziato a fare il diavolo a quattro, poi all'arrivo dei carabinieri si è scagliato contro i due militari colpendoli con calci e pugni fino a quando non è stato bloccato e portato in carcere. «Ero ubriaco», ha detto qualche ora più tardi aggiungendo che era dispiaciuto per quello che aveva fatto. Le scuse non hanno salvato il ventiseienne dall'arresto con l'accusa di violenza e resistenza a pubblicco ufficiale. Ieri mattina il giovane, di cui i carabinieri non hanno fornito le generalità, è comparso davanti al giudice per l'udienza di convalida al termine della quale è stato scarcerato e trasferito ai domiciliari. Quello che è accaduto la notte tra mercoledì e giovedì lo raccontano gli stessi investigatori. «Intorno alle 2.15 alla centrale è arrivata la telefonata di alcuni residenti di via Ansedonia». Al telefono hanno spiegato che un giovane era entrato nell'abitazione e aveva cominciato a urlare e imprecare svegliando mezzo vicinato e diventava sempre più molesto con chiunque gli andasse vicino. Quando i militari sono arrivati in via Ansedonia avrebbero chiesto al ragazzo di mostrare i documenti. «Non solo si è rifiutato di darci carta d'identità o patente - raccontano i carabinieri - ma si è anche scagliato repentinamente contro i militari colpendoli con calci e pugni, oltre che ad insultarli senza motivo». Di più, i militari sarebbero stati colpiti al volto e agli arti inferiori e per le ferite subite - spiegano dal Comando - dovranno assentarsi dal servizio per alcuni giorni. Il ragazzo, 26 anni, cittadinanza italiana ma nato in Guatemala, molto probabilmente aveva bevuto un po' troppo. «Quando è passata la sbronza - raccontano i militari - il ragazzo ha chiesto scusa ai carabinieri». Troppo tardi per evitare l'arresto. F.L.
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