La manifestazione
Intoppi burocratici in Comune, manutenzione bloccata
Non ci sono i "giardinieri" È emergenza prati e parchi
Francesca Ferri
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SAN LORENZO Il presidente Merelli3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Aiuole come angoli di giungla, giardini come una foresta pluviale, fronde e prati da attaversare col machete. Che l'erba in questo periodo cresca veloce e rigogliosa è merito di madre natura, ma che nei giardini pubblici l'esuberanza di trifoglio e margherite vada contenuta è una richiesta legittima dei cittadini. Che, infatti, da giorni e da ogni angolo di Grosseto segnalano una manutenzione del verde pubblico quanto meno "selvaggia". Cioè praticamente assente. Il motivo è presto spiegato: nella stagione dell'anno in cui c'è più bisogno di sfrondare, tagliare e rasare prati e piante, il Comune di Grosseto si ritrova per un intero mese senza giardinieri. Tutta colpa di «lungaggini burocratiche» - spiegano dagli uffici comunali - che alla scadenza del contratto con la ditta Stazi di Roma, lo scorso 28 febbraio, hanno ritardato la consegna dell'incarico ai nuovi gestori del verde pubblico, la San Lorenzo Servizi. Per non trasformare Grosseto in una giungla, alla Stazi è stato prorogato l'appalto per un altro mese, fino al 31 marzo. Oltre non si può, ma al 1º aprile le carte per dare l'incarico alla San Lorenzo non erano ancora pronte. La giunta ha deliberato il 5 aprile di affidare la manutenzione del verde alla società partecipata del Comune che già si occupa dei servizi cimiteriali. In questo modo il servizio rimane "in casa", cioè non viene appaltato a una ditta esterna, e questo farà risparmiare minimo il 20 per cento sui costi, che è in media l'utile che raggranella una ditta esterna. Contando che la manutenzione del verde comunale - in tutto 26mila piante per 240 ettari di territorio - costa all'anno 750mila euro, il risparmio è lampante. Ma il contratto di servizio con i nuovi giardinieri non è stato ancora firmato e, come spiega il presidente della San Lorenzo Servizi, Luca Merelli, ormai è tutto rimandato a dopo Pasqua. «Noi siamo già pronti e abbiamo dato la nostra disponibilità ad essere operativi il giorno stesso della firma del contratto», spiega Merelli. «A costo - prosegue - di noleggiare qualche macchinario almeno per il primo mese». Del resto, senza ancora sapere i dettagli del contratto e dovendo imbracciare il tagliaerba appena posata la penna sul tavolo, è impossibile organizzarsi subito a regime. Nel frattempo, però, sarà trascorso praticamente un altro mese senza che nessuno si sia preso cura del verde. E gli effetti si vedono. In questa settimana sono arrivate in redazione ben tre segnalazioni di erba alta da tre diversi quartieri della città (zona viale Europa, zona viale Mascagni e zona parco Giotto) con tanto di foto e di calcolo dei giorni di "latitanza" degli operai: tre settimane, appunto. La cosa non è passata inosservata nemmeno agli stessi amministratori. Che, infatti, hanno riconosciuto una vera e propria «emergenza» di erba alta nei prati in città e, in attesa che gli uffici comunali producessero le sudate carte per permettere alla San Lorenzo Servizi di iniziare il lavoro, la giunta ha adottato un'altra delibera per correre ai ripari. «Un singolo intervento - si legge nel testo approvato - da eseguire con immediatezza per fronteggiare, sebbene con un provvedimento-tampone, tale emergenza, fino all'entrata a regime del citato contratto manutentivo generale». Le aree verdi dove passerà il tagliaerba - specifica la delibera - sono quelle «situate in zone particolarmente sensibili e ad alta visibilità» e il costo dello sfalcio d'emergenza è di 24mila euro. Le «lungaggini burocratiche» - i cittadini purtroppo lo sanno bene - si pagano sempre care.
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