Il dolore
Negozi chiusi dalle bancarelle
Francesca Gori
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BANCARELLE. Chiudono laccesso al locale in piazza del Sale Mercato in piazza del Sale: protestano gli esercenti
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GROSSETO. Ieri mattina, quando il camion è arrivato per scaricare le casse di vino, il corriere ha dovuto arrangiarsi con uno slalom tra i furgoni e i banchetti già aperti in piazza del Sale. C'era il mercatino dei produttori della Cia, e la rabbia dei commercianti affacciati sulla piazza. «Grazie Bonifazi, oggi posso chiudere». La protesta, subito, è finita su Facebook, sul profilo del Beyond. Il furgoncino di uno dei produttori della Cia, che per stare in piazza del Sale, avevano tutti i permessi in regola, era piazzato proprio davanti all'ingresso del locale. Ricotta e formaggio in vendita, sul piccolo banco aperto davanti a quel camioncino giallo. Impossibile entrare o uscire, a meno di non lanciarsi in acrobazie tra i pali e le bandiere. Quando ieri mattina il grossista che doveva consegnare le casse piene di bottiglie di vino è arrivato al Beyond, l'ingresso era sbarrato. David Barbetti, patron del locdale, ieri mattina era su tutte le furie. Svegliato dalla telefonata del grossista che non riusciva a passare. «Abbiamo dovuto spostare tutte le fioriere - dice - nonostante si paghi il suolo pubblico che ci costa duemilacinquecento euro all'anno». In piazza del Sale, il mercatino era autorizzato dal Comune. C'erano anche due agenti della polizia municipale, che hanno constatato che i permessi erano regolari. «Quello che però manca - aggiunge Barbetti - è il buonsenso. Va bene che vengano organizzate le manifestazioni in centro, ma bisogna anche tenere conto di chi ha fatto investimenti e cerca con tanti sacrifici di mandare avanti il suo locale". Da qualche giorno, il Beyond è aperto anche a pranzo. Ma ieri, sarebbe stato difficile per i clienti anche soltanto trovarlo, il locale. «Il fatto è che questa situazione si ripete ogni giovedì - dice Barbetti - che è il giorno di mercato ed è anche il giorno in cui in centro, c'è più gente». La protesta di Barbetti non resta isolata. Pochi minuti dopo da un altro negozio esce la titolare. Vende abiti, in piazza del Sale, il negozio è Liu Jo. «La vetrina non si vede - dice - se qui passa qualcuno che non sa che abbiamo il punto vendita qui». Una storia che si ripete, in centro. Con le iniziative organizzate dagli enti, le persone a casa di primizie, come ieri mattina nella piazzetta a ridosso delle mura. «Ogni volta è sempre la stessa storia - aggiungono - abbiamo anche protestato, in Comune, ma non c'è stato niente da fare». Non c'è niente da fare perché i permessi sono tutti in regola, rilasciati dall'ufficio Tosap. Proteste, quelle di piazza del Sale, che vanno a sommarsi a quelle di piazza Dante, dove sono stati installati i gazebo, dove via via si organizzano manifestazioni che oscurano le vetrine dei negozi. Qualche settimana fa, sotto la statua di Canapone c'era la Rusticata. C'erano tanti stand, tendoni bianchi. Qualcuno però, tra quelli che avrebbero dovuto aprire, è rimasto chiuso, scatenando le ire dei commercianti. «Ci hanno tappato le vetrine e hanno anche tenuto gli stand chiusi - protestavano - e non c'è nessuno che controlli. A noi creano problemi, i negozi non si vedono nemmeno, inutile mettersi ad allestire le vetrine. E non viene nemmeno dato un servizio ai cittadini se poi quello che è stato pubblicizzato non possono trovarlo». Un fronte che si sgretola, su alcune questioni, quello del commercio. Ma che è ben compatto quando di mezzo ci sono i gazebi e gli stand che coprono le vetrine. Stand e gazebi che piacciono a pochi, o che comunque, potrebbero essere messi in maniera tale da lasciare libero il passaggio.
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