Sicurezza
Bizzarri chiede i soldi per il Porto
Alfredo Faetti
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POLEMICA. Sul porto di Scarlino Dopo le accuse delle opposizioni il sindaco va al contrattacco «Incontri con la società, poi l'accordo per un compenso annuo»
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SCARLINO. Chiamato in causa dalle opposizioni, il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri fa il punto della situazione sul caso Promomar, la società concessionaria del Porto del Puntone. Non solo sono in corso degli incontri tra la società e l'amministrazione, ma quest'ultima, per l'impegno messo in atto, chiederà anche «un compenso annuo», oltre la fine dei lavori. «L'amministrazione sta lavorando con Promomar per attualizzare gli obblighi delle vecchie convenzioni, - spiega Bizzarri - chiarendo quali impegni sono stati realizzati e quali ancora mancano». Una ricognizione che finirà a maggio, stando a quello che dice il sindaco. Ma non solo, dato che «comprenderà, oltre agli obblighi già noti un ulteriore sforzo della società a titolo di riconoscimento per l'impegno e l'operato della pubblica amministrazione, quantificato con un compenso annuo per le casse comunali». Questo è il punto della situazione ad oggi sui lavori che fanno capo a Promomar in base alle concessioni. Questo è uno dei punti su cui le opposizioni hanno attaccato Bizzari per non aver previsto delle sanzioni in caso di inadempienza. Ma il sindaco passa al contrattacco e dice che quelle concessioni sono state «fatte dalla Meozzi (il sindaco precedente a lui ndc) nel 1998, 2002, e 2003» e in quei documenti «sono formalizzati gli obblighi della Promomar ad effettuare, a proprie spese, "le opere viarie di collegamento con la rete comunale e provinciale"» ma senza prevedere «termini o scadenza, e neanche penali e fideiussioni a garanzia». Bizzarri ripassa la palla alla vecchia amministrazione, quindi. Lo stesso concetto che usa per il paragone con il Porto di San Vincenzo, che le opposizioni hanno utilizzato per sottolineare un canone annuo secondo loro troppo basso. «La Marina di San Vincenzo paga il canone demaniale calcolato come il nostro, ma in aggiunta paga al Comune (come contributo di concessione per la costruzione e la gestione) l'importo di 440mila euro, determinato da un bando. Se l'allora sindaco Meozzi avesse fatto lo stesso, oggi non sarebbe a piangere sul latte versato».
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