La manifestazione
Ricorso al Tar in tre punti per il Pdl
Guido Fiorini
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INSIEME. Monica Faenzi e Sandra Mainetti Domani la discussione: per i legali i 7 fogli costituiscono un atto unico
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CASTIGLIONE. Sarà discusso domani al Tar il ricorso della lista di Centrodestra contro l'esclusione decisa dalla commissione elettorale. A Firenze andranno molti sostenitori e consiglieri, in pullman, con Monica Faenzi. Proprio per questo motivo è stato rinviato il consiglio comunale. Al tempo stesso il Pdl sta valutando l'ipotesi di presentare un esposto in Procura, perché sia fatta chiarezza sullo svolgimento dei fatti che hanno portato alla presentazione delle firme in modo errato. Insomma, a prescindere dall'esito del ricorso, si vuol chiedere ai magistrati di individuare le responsabilità, se ci sono, di quanto accaduto. Il ricorso al Tar, scritto dagli avvocati Luca Stanghellini e Duccio Valeri, è firmato dai due delegati alla presentazione della lista (Claudio Miserocchi e Elena Baccan), dalla candidata a sindaco (Sandra Mainetti) e da undici candidati consiglieri su dodici (Danila Pinotti, Edoardo Mazzini, Aldo Iavarone, David Bulleri, Alessandro Memmi, Felice Bassi, Sara Spinetti, Francesco Loffredo, Romeo Bonazzo, Annamaria Valsecchi e Paolo Fralassi). Fra i firmatari, anche se candidata, non c'è Monica Faenzi. Il ricorso, pubblicato all'albo pretorio del Comune di Grosseto, si basa su alcuni presupposti: 1) la commissione deve favorire la più ampia partecipazione elettorale; 2) i 7 fogli costituiscono un atto unico e come tale sono stati recepiti dal segretario comunale il 15 aprile scorso; 3) nel frontespizio di tutti i fogli è indicato il nome del candidato a sindaco e Castiglione è piccola, tutti si conoscono e tutti quindi sapevano per chi stavano firmando. Il problema, lo ricordiamo, è che la lista dei sottoscritori è stata presentata in sette fogli in cui, solo su uno, il primo, erano indicati i nomi dei dodici consiglieri, mentre la legge prevede che siano riportati su tutti, per evitare che chi firma lo faccia "in bianco", senza sapere per chi lo sta facendo. Ampia partecipazione. Gli avvocati Stanghellini e Valeri, scrivono: "Nel paese di Castiglione della Pescaia sono state presentate solo tre liste, quella dei ricorrenti, quella del Pd (in realtà è una coalizione, ndr) e quella dell'Idv (in realtà è una civica in cui l'Idv non c'entra nulla, essendo nella coalizione con il Pd, ndr) e la commissione avrebbe dovuto interpretare l'articolo 30 in modo da favorire la più ampia competizione elettorale ... L'esclusione priverebbe del diritto di voto molti cittadini, peraltro di area diversa di quella delle due liste rimaste". Atto unico. Scrivono ancora i due avvocati: "È stata presentata una lista alla quale sono stati allegati gli atti e i documenti indicati nella ricevuta del 15 aprile rilasciata dal segretario comunale (Domenico Fimmanò, ndr) all'atto del deposito. La lista contiene, in prima pagina, il contrassegno di lista, il Comune, il candidato a sindaco e i candidati a consiglieri. La lista contiene nelle pagine successive le firme dei sottoscrittori successive a quelle in prima pagina. Quest'ultima è congiunta alle pagine successive in modo tale da costituire un atto documentale unico". Tutti si conoscono. Gli avvocati fanno notare che, comunque, nei sei fogli in cui non sono riportati i nomi dei candidati consiglieri, c'è comunque il nome del candidato a sindaco, quindi: "I sottoscrittori hanno avuto piena e completa conoscenza che la lista appartiene a una specifica formazione politica. Il paese di Castiglione ha circa 7000 abitanti, i quali tutti si conoscono fra loro. I sottoscrittori di una lista elettorale, in genere, sono cittadini che non si disinteressano delle tematiche politiche. Qui sono state presentate solo tre liste e i candidati della esclusa sono 12, per cui ogni sottoscrittore è pienamente consapevole che la lista elettorale appartiene a una specifica formazione politica ed è consapevole anche della concreta composizione della lista dei dodici candidati al consiglio".
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