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Porto di Talamone: polemica ambientalista «Chi paga i progetti se non verrà costruito?»
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TALAMONE il porto 1 MINUTI DI LETTURA
ORBETELLO. «L'assessore Di Vincenzo, ha accusato le associazioni di non andare ai tavoli, quando non siamo mai stati invitati e ai bandi di progettazione per partecipare, pur sapendo che tra i requisiti c'era un fatturato milionario». Antonio Cagnacci, membro di alcune associazioni ambientaliste interviene sul tema del porto di Talamone. «Credo che se qualcuno si deve vergognare - attacca - è l'amministrazione, che da oltre un anno e mezzo non risponde alle osservazioni. Sono obbligati a farlo anche motivando in maniera corretta la loro eventuale risposta negativa. Continuano a negare che la variante è bloccata, ma in realtà è giusto che la gente sappia che è bloccata dalle nostre osservazioni». A quel punto si rivolge all'assessore all'Urbanistica. «Forse - dice - le osservazioni sono talmente pertinenti che non ce la fanno trovare una via d'uscita. L'iter prosegue in maniera vergognosa. L' amministrazione ha dato il via alla progettazione, senza il piano regolare. È come progettare una casa e poi fare il piano regolatore che permette di individuare il luogo dove la casa deve essere costruita». Cagnacci accusa che il risultato ottenuto, è quello di un uso dei soldi pubblici dice, solo per scopi elettorali. Infine invita l'amministrazione ad un incontro pubblico ed ironicamente conclude: «Se per assurdo il porto non si dovesse fare - dice - chi pagherà i soldi della progettazione?» G.C.
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