Il Tirreno

Grosseto

Insulti all'arbitro, punizione per Camilli

Pierluigi Sposato
<strong>LA FURIA DI CAMILLI</strong> Il presidente si rivolge a Pinzani dopo la fine del derby
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LA FURIA DI CAMILLI Il presidente si rivolge a Pinzani dopo la fine del derby

Non potrà svolgere attività federali fino al 30 giugno dopo le parole contro Pinzani

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GROSSETO. Il derby con il Siena ha portato conseguenze pesanti. E non solo per il risultato che ha condannato i biancorossi alla sconfitta. Fuori e dentro il campo, sono avvenuti episodi che hanno comportato l'interessamento delle autorità: di quella giudiziaria, per l'episodio di resistenza che ha portato all'arresto di un tifoso già colpito da daspo; di quella sportiva, per le parole di troppo pronunciate da Piero Camilli all'indirizzo della terna arbitrale, ingiurie che hanno portato a una squalifica del presidente.

Se lo aspettava, ma non era per nulla preoccupato. Lo aveva detto già poco dopo il triplice fischio finale, subito dopo essere sceso in campo e averne dette quattro a Pinzani: «Mi squalifichino pure, non mi interessa. Io vivo del mio lavoro...».  Piero Camilli è stato punito duramente dal giudice sportivo: le offese vomitate su arbitro e collaboratori sono costate al presidente un'inibizione fino al 30 giugno. Che vuol dire? Che per poco più di due mesi Camilli non potrà svolgere alcun tipo di attività in seno alla Federcalcio, non potrà ricoprire cariche né rappresentare l'Us Grosseto. Perché? Perché, come scrive il giudice sportivo Gianfranco Valente, Camilli aveva «al termine della gara, nel recinto di gioco, assunto un atteggiamento intimidatorio nei confronti di un assistente, cui rivolgeva espressioni ingiuriose; aveva inoltre, poco dopo essere entrato arbitrariamente nello spogliatoio degli ufficiali di gara, rivolto all'arbitro locuzioni minacciose e insulti». Dunque, una furia in due tempi: prima sul campo e poi dentro gli spogliatoi.

Cosa abbia detto Camilli a Pinzani, non è scritto nel comunicato ufficiale ma è comunque facilmente immaginabiloe. Ma chissà che dal labiale, attraverso le riprese televisive non si riesca a ricostruire qualcosa...  Comunque l'ingresso negli spogliatoi di persone non autorizzate che avrebbero rivolto offese all'arbitro è costato anche un'ammenda di 7.000 euro al Grifone. Come in molti ricorderanno, Camilli si era lamentato per la direzione da lui ritenuta parziale dell'arbitro empolese: «Ha decretato falli e ammonizioni sempre a sfavore del Grosseto», aveva sottolineato in sala stampa; aveva anche contestato la mancata segnalazione da parte del collaboratore sotto la tribuna del fallo su Ciro Immobile da parte di Roberto Vitiello, fallo evidente e che avrebbe dovuto comportare addirittura l'espulsione del difensore bianconero. «Da quando abbiamo messo il naso nelle zone alte della classifica, ci sono successe un sacco di cose strane.

Non a caso di sono dimesso dal Consiglio di Lega, è un mondo di porci». Figuriamoci ciò che può aver detto a Pinzani e Masotti, il primo collaboratore...  Era da tempo che Camilli non si sfogava così contro il mondo arbitrale. Passati i tempi "eroici" del Grifone in D e dei primissimi tempi tra i professionisti, il patron aveva trovato il modo di criticare le direzioni arbitrali e comunque di far capire il proprio dissenso senza incorrere in sanzioni da parte del giudice sportivo.  Così furioso, in tempi più o meno recenti, Camilli era però stato anche la sera del ko di Livorno che l'11 giugno 2009 aveva estromesso il Grosseto dalla corsa verso la serie A: stop fino al 31 luglio per «aver rivolto espressioni insultati all'arbitro» (era Celi - «ci hanno fatto il pacchetto»). Per aver invece fatto capire, nel primo anno di C2, che il Rimini era stato favorito nella corsa verso la promozione, aveva rimediato un breve stop (anche in quel caso c'erano i playoff di mezzo).

Altre volte, il presidente era stato inibito per questioni non attinenti all'arbitro: per il caso Parola (2004) ma anche per la cessione irregolare di Anselmi (2005). Nel 2009 gli era stata invece annullata un'inibizione per aver fatto calciomercato in sede abusiva (fatti del 2006).  Che ci volete fare? Camilli è fatto così. Diplomatico per niente, sanguigno fin troppo.

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