Il Tirreno

Grosseto

A 13 anni ruba il profilo a Consonni

Federico Lazzotti
<b>LUIGI CONSONNI </b>Una ragazzina di 13 anni si &egrave; registrata su Facebook con il suo nome e ha aperto un profilo
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LUIGI CONSONNI Una ragazzina di 13 anni si è registrata su Facebook con il suo nome e ha aperto un profilo

Su Facebook attaccava la squadra a nome del capitano

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 GROSSETO. A 13 anni ha preso la foto del suo giocatore del cuore dal sito del Grosseto calcio, è andata su Facebook, si è registrata con il nome "Luigi Consonni" e per un paio di mesi, alla fine di ogni partita andata male, ha attaccato gli avversari e quei giocatori del Grifone colpevoli - a suo dire - di non impegnarsi abbastanza e di essere «delle pippe in campo».  Il risultato di frecciatine e insulti on line è stato che alcuni compagni di squadra di Consonni sono andati a chiedere spiegazioni al loro capitano. «Io veramente - ha risposto lui - non ho un profilo Facebook». Così, la sera stessa, siamo alla fine di ottobre, il centrocampista si è collegato a Internet, è andato sul social network e si è trovato di fronte la sua foto, un centinaio di amici e i messaggi inviati nei quali di volta in volta dava della scarso al terzino, del poco di buono al portiere e dello sfaticato al collega di reparto.  Per questo la mattina seguente si è presentato in via Matteotti, negli uffici della polizia postale, a raccontare quello che gli era accaduto e a sporgere denuncia contro ignoti. A questo punto gli investigatori hanno aperto un fascicolo e per prima cosa hanno immediatamente oscurato il profilo apparentemente riconducibile al giocatore del Grosseto, dopodiché sono scattati gli accertamenti telematici: prima sulla società Facebook e dopo sull'indirizzo di posta elettronica utilizzato per la sua creazione.  La sorpresa è arrivata un paio di mesi più tardi quando dagli Stati Uniti è giunta la mail nella quale Facebook dava il nome e il cognome di chi aveva registrato l'indirizzo email collegato al profilo: una ragazzina grossetana di appena 13 anni.  Dalle indagini effettuate dalla polizia postale, è emerso poi che l'adolescente si collegava a Internet da casa sua e da quella dei nonni. «Sono una tifosa sfegatata del Grosseto - ha risposto agli agenti che le hanno chiesto il perché - e Gigi Consonni è il mio giocatore preferito. La mia idea era quella di creare un fan club, non certo di creare problemi a qualcuno».  L'inchiesta si è chiusa con una segnalazione alla Procura che adesso dovrà decidere se inviare tutto al Tribunale dei minori oppure no. «La ragazzina - spiegano gli inquirenti - ha 13 anni e dunque non è imputabile». Il rischio, insomma, è solo una lavata di capo per farle capire che quello che per lei era un gioco ha rischiato di trasformarsi in un reato.  Non è la prima volta che la poliza postale di Grosseto si trova di fornte a minori protagonisti di reati telematici. Lo scorso anno una ragazzina si a appropriò dell'immagine dell'amico morto, mentre un gruppo di studenti poco più che adolescenti riprese e registrò lo spogliarello di una coetanea e lo fece circolare a scuola.  Anche per questo la polizia postale coglie l'occasione per lanciare un appello, indirizzato specialmente ai giovani, al fine di sensibilizzarli sul fatto che chi compie un atto del genere credendo solo di fare una bravata o uno scherzo, in realtà può incorrere in conseguenze penali che gli possono pregiudicare alcune possibilità nella vita.  Per prevenire certi comportamenti gli agenti stanno effettuando una serie di incontri con gli alunni delle scuole medie della provincia di Grosseto sul corretto e responsabile utilizzo di Internet.

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