Sicurezza
Il Pdl ricorre al Tar contro l'esclusione
Enrico Pizzi
Faenzi: «Siamo esterrefatti». Mainetti: «Sarebbe antidemocratico»
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GROSSETO. «Sto preparando il ricorso». Il professor Luca Stanghellini, avvocato senese, è il legale che è stato incaricato dal Pdl castiglionese di impugnare la decisione della commissione elettorale di escludere la lista del centrodestra dalla competizione elettorale.
Decisione presa a causa della violazione della normativa che richiede che i sottoscrittori delle liste - elettori iscritti nelle liste del Comune - appongano la loro firma su appositi moduli che abbiano il contrassegno della lista, il nome, il cognome, la data e il luogo di nascita di tutti i candidati, oltre a nome, cognome, data e luogo di nascita dei sottoscrittori stessi. Le firme per la lista del centrodestra castiglionese, presentata da Claudio Miserocchi, invece, erano su sette fogli di cui solo il primo era in regola con la normativa, mentre le altre firme erano state apposte su moduli "in bianco".
Il professor Stanghellini, che ieri ha cominciato a studiare le carte, presenterà il ricorso, probabilmente, domani, ultimo utile. Il Tar, data l'urgenza della questione, dovrà dare una risposta entro brevissimo tempo. «Visto che c'è la Pasqua di mezzo - ha detto l'avvocato Stanghellini - i tempi potrebbero essere un po' più lunghi, ma al massimo nella prossima settimana avremo una risposta».
La vicenda è stata mal digerita dai vertici del Pdl locale e dai più diretti interessati. Il coordinatore provinciale Luca Agresti preferisce non commentare l'accaduto, ma si capisce che è inferocito per il fatto che dieci anni di lavoro siano stati buttati via così. Il sindaco uscente e vicecoordinatore regionale del Pdl, Monica Faenzi e la candidata a sindaco del centrodestra, Sandra Mainetti, sembrano non capacitarsi di quanto è successo.
«L'esclusione della nostra lista ci ha lasciato esterrefatti - ha affermato l'onorevole Faenzi - durante la mia carriera da sindaco, e non solo, abbiamo presentato numerose liste elettorali e mai era accaduto qualcosa di simile. Seppur sbalorditi, però, non ci arrenderemo e avvieremo tutte le procedure del caso affinché si possa correre alle prossime elezioni insieme alla grande coalizione di centrodestra che siamo riusciti a realizzare».
La candidata a sindaco Sandra Mainetti si dice allibita. «Non sappiamo esattamente cosa possa essere successo, né chi possa essere il responsabile di questa situazione - afferma - possiamo solo dire che si è trattato di un mero vizio di forma, che si è verificato venerdì, nel momento della presentazione delle liste e che ci è stato comunicato solo domenica sera alle 21». Per Sandra Mainetti il fatto che la lista di centrodestra non possa essere ammessa alle amministrative «è un'ipotesi quantomeno antidemocratica, e l'elettorato di centrodestra rimarrebbe senza rappresentanza in consiglio comunale. Sarebbe - conclude - un caso unico in Italia».
Decisione presa a causa della violazione della normativa che richiede che i sottoscrittori delle liste - elettori iscritti nelle liste del Comune - appongano la loro firma su appositi moduli che abbiano il contrassegno della lista, il nome, il cognome, la data e il luogo di nascita di tutti i candidati, oltre a nome, cognome, data e luogo di nascita dei sottoscrittori stessi. Le firme per la lista del centrodestra castiglionese, presentata da Claudio Miserocchi, invece, erano su sette fogli di cui solo il primo era in regola con la normativa, mentre le altre firme erano state apposte su moduli "in bianco".
Il professor Stanghellini, che ieri ha cominciato a studiare le carte, presenterà il ricorso, probabilmente, domani, ultimo utile. Il Tar, data l'urgenza della questione, dovrà dare una risposta entro brevissimo tempo. «Visto che c'è la Pasqua di mezzo - ha detto l'avvocato Stanghellini - i tempi potrebbero essere un po' più lunghi, ma al massimo nella prossima settimana avremo una risposta».
La vicenda è stata mal digerita dai vertici del Pdl locale e dai più diretti interessati. Il coordinatore provinciale Luca Agresti preferisce non commentare l'accaduto, ma si capisce che è inferocito per il fatto che dieci anni di lavoro siano stati buttati via così. Il sindaco uscente e vicecoordinatore regionale del Pdl, Monica Faenzi e la candidata a sindaco del centrodestra, Sandra Mainetti, sembrano non capacitarsi di quanto è successo.
«L'esclusione della nostra lista ci ha lasciato esterrefatti - ha affermato l'onorevole Faenzi - durante la mia carriera da sindaco, e non solo, abbiamo presentato numerose liste elettorali e mai era accaduto qualcosa di simile. Seppur sbalorditi, però, non ci arrenderemo e avvieremo tutte le procedure del caso affinché si possa correre alle prossime elezioni insieme alla grande coalizione di centrodestra che siamo riusciti a realizzare».
La candidata a sindaco Sandra Mainetti si dice allibita. «Non sappiamo esattamente cosa possa essere successo, né chi possa essere il responsabile di questa situazione - afferma - possiamo solo dire che si è trattato di un mero vizio di forma, che si è verificato venerdì, nel momento della presentazione delle liste e che ci è stato comunicato solo domenica sera alle 21». Per Sandra Mainetti il fatto che la lista di centrodestra non possa essere ammessa alle amministrative «è un'ipotesi quantomeno antidemocratica, e l'elettorato di centrodestra rimarrebbe senza rappresentanza in consiglio comunale. Sarebbe - conclude - un caso unico in Italia».
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