La manifestazione
«Già liquidato quanto dovuto»
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DIRETTORE CNA. Renzo Alessandri Alessandri: respinti i due ricorsi, niente cambia
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GROSSETO. «Ad agosto del 2001 l'associazione ha licenziato un proprio dipendente per motivi strettamente disciplinari e l'interessato, invocandone la nullità, ha proposto appello al giudice del lavoro. Per la verità i contenuti dell'appello non si limitavano alla richiesta di annullamento e alla reintegra nel posto di lavoro, ma si estendevano al riconoscimento del danno biologico: esistenziale e morale. Nonché di quello patrimoniale: spese mediche sostenute, da sostenere e anticipato collocamento in pensione che venivano quantificati nella somma di 130mila euro». Renzo Alessandri, direttore Cna oggi come allora, è stato al centro del battaglia legale anche secondo i giudici della Corte di Cassazione che fanno ricadere nel rapporto tra lui e il dirigente licenziato i veleni dell'estate 2001. «Il giudice del lavoro - spiega Alessandri - in prima istanza, non solo ha respinto tutte le richieste, ma ha anche motivato la reiezione di queste rilevando nell'atteggiamento del ricorrente la fattispecie dell'insubordinazione caratterizzata da un atteggiamento di pervicace disobbedienza associato ad una volontaria ed aperta contestazione dei poteri imprenditoriali che consente di ravvisare l'esistenza di una giusta causa di recesso da parte del datore di lavoro. L'associazione, in sostanza, ha visto riconosciute in pieno le proprie ragioni». La Corte d'Appello di Firenze, invece, dopo l'accoglimento dell'Appello, mentre ha respinto la richiesta di danni e la pretesa di reintegra nel posto di lavoro, ma ha condannato l'associazione al pagamento di sei mensilità della retribuzione globale, di fatto, a titolo di risarcimento. Oggi, dunque, con la sentenza definitiva si mette la parola fine a dieci anni di guerre legali. «Le sei mensilità che dovevamo versare come indennizzo sono state già pagate dopo la decisione del Tribunale di Appello visto che le sentenze del giudice del lavoro sono immediatamente esecutive. Per quello che riguarda la Cassazione mi pare che non abbia aggiunto niente a quello che era già stato deciso rigettando sia il nostro ricorso che quello dell'ex dipendente». F.L.
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