Il Tirreno

Grosseto

Borghi fuori dai giochi a Gavorrano

Gabriele Baldanzi
<b>ESCLUSO.</b> Massimo Borghi ex sindaco di Gavorrano
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ESCLUSO. Massimo Borghi ex sindaco di Gavorrano

È ineleggibile, non ha presentato la richiesta di aspettativa in Comune

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 GAVORRANO. Colpo di scena. Massimo Borghi, candidato a sindaco da Sel, Verdi, Socialisti e un'aggregazione civica di nome Gente Comune, favorito della vigilia tra i quattro contendenti in lizza per il governo del territorio minerario, è ineleggibile. Da dipendente comunale, avrebbe dovuto chiedere l'aspettativa non retribuita entro il giorno fissato per la presentazione delle candidature. Purtroppo non l'ha fatto.  A stabilire questa procedura è il Decreto Legislativo 18 agosto2000 nº 267, il Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. All'articolo 60 si disciplina appunto l'ineleggibilità precisando, in modo inequivocabile, chi e come può candidarsi. Con Massimo Borghi "decade", di fatto, l'intera lista e si rimescolano le carte. Non è chiaro ancora se la Prefettura, nei prossimi giorni, procederà su istanza (cioè su espressa segnalazione da parte del segretario di quel comune, ufficiale elettorale che deve verificare le "condizioni di eleggibilità" di ciascun candidato) oppure d'ufficio.  Di certo la designazione del candidato alla carica di sindaco rappresenta una condizione essenziale per la valida presentazione della lista. Esiste, in questo caso, l'indivisibilità dell'elezione del sindaco e del consiglio comunale, per cui dalla dichiarata decadenza per ineleggibilità del candidato sindaco deriva, quale effetto riflesso, la decadenza di tutti i candidati consiglieri.  «La norma è molto chiara. Un candidato che, lavorando come dipendente a tempo indeterminato nel Comune in cui intende fare l'amministratore, non è andato in aspettativa non può partecipare alle elezioni - spiega un noto avvocato del foro cittadino che, impegnato in politica, preferisce non essere citato - Proprio in questi giorni, Rifondazione Comunista, a Grosseto, ha rinunciato a due pezzi della sua lista per questa ragione».  Massimo Borghi lo abbiamo raggiunto al telefono nel pomeriggio. Era dispiaciuto, anzi affranto, ma non si è sottratto ad un commento della situazione: «Al momento non abbiamo ricevuto comunicazioni di sorta. Mi dicono che ho commesso un errore, una leggerezza. Se così fosse me ne assumo tutta la responsabilità. Fino ad oggi ho usato le ferie per la campagna elettorale e non ho pensato a presentare la richiesta di interruzione delle mie funzioni di dipendente con la formula dell'aspettativa. Peraltro l'aspettativa mi sarebbe stata concessa di diritto. Ora parlerò con il segretario comunale, poi valuterò, con un legale, se esistono margini per un eventuale ricorso. Credo che non ci siano precedenti di questo tipo in Italia. A caldo, in questo momento, trovo la cancellazione della lista una cosa enorme».

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