Il Tirreno

Grosseto

Allarme attacchi Per salvare le greggi caccia ai cani-lupo

Fiora Bonelli

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 CASTEL DEL PIANO. Sull'Amiata è allarme attacchi alle greggi così per salvare pastori, economia e le critiche degli animalisti la Comunità Montana Amiata grossetana aderisce al progetto "Ibriwolf", per ottenere il cofinanziamento europeo, con cui si provano a risolvere due problemi: proteggere la specie pura del lupo e liberare gli allevatori dagli attacchi degli ibridi cane-lupo.  L'Ente montano, in partnership con Provincia di Grosseto, Sapienza di Roma, Dipartimento di Biologia e Biotecnologia "Charles Darwin", Wwf Italia, Parco della Maremma, si candida al finanziamento Regionale del progetto "Ibriwolf" (dove la Provincia assume il ruolo di coordinatore e gli altri enti di partner beneficiari), condividendone a pieno gli obiettivi, fra cui quello che vuol dimostrare come i danni al bestiame sono da attribuirsi in particolare agli ibridi.  «La presenza di ibridi in una popolazione naturale di lupo - si legge - se difficile da rilevare per i tecnici, è decisamente difficile da accettare per le popolazioni. Tutta la responsabilità di eventuali conflitti ricade quindi sul lupo e si moltiplicano le pressioni per la sua eliminazione o contenimento numerico. Gli ibridi, spesso molto più simili a cani che non a lupi, godono di un naturale vantaggio quando si avvicinano ad insediamenti urbani e non vengono perseguiti come potenziali cause di danno al bestiame. In questo progetto verrà dimostrata la reale dimensione del fenomeno attraverso la cattura degli ibridi, la produzione di incontestabili dati scientifici e la produzione di rapporti tecnici che costituiranno la base delle azioni di controllo degli ibridi e conservazione dei lupi». Un'operazione che rinforza le intenzioni della Provincia che, in considerazione dell'ormai accertata presenza del lupo nel territorio provinciale e dei danni complessivi arrecati stimati ad oltre 5.000 capi con un danno valutato per animali abbattuti e perdite di produzione, che supera 1.5 milioni di, sostiene dal 2010 un progetto pilota di prevenzione con l'obiettivo, da un lato di creare le condizioni idonee alla salvaguardia della biodiversità e dall'altro di consentire agli allevatori di difendere le proprie greggi dagli attacchi dei predatori.  Il lupo è specie protetta dalla Direttiva Habitat in quasi tutta Europa e integralmente protetta dalla legislazione italiana. Nonostante questo la coesistenza tra lupo e attività zootecniche non si è ancora assestata. Da un lato i pastori, messi in ginocchio dalle aggressioni, passano alle vie di fatto, secondo una tradizione durata fino agli anni 70, quando i "lupari" erano autorizzati e premiati per l'uccisione di esemplari di lupo dagli stessi statuti comunali. «Successivamente, si legge ancora nel progetto, se pur protetto le uccisioni dei lupi sono continuate in modo illecito. Con questo progetto scatta la rimozione degli ibridi con un ricovero in strutture ricettive adeguate, come per i cani randagi».

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