Finanza
Specchi e giochi: è la casa dell'amore
Francesca Gori
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LOASI DELLAMORE. Nel resort di Roccastrada alcune stanze sono riservate alle coppie. Le camere dove ci sono i giochi erotici non hanno le porte e ognuna è dotata di un bagno privato per i clienti A Roccastrada coppie a caccia di scambi nell'oasi del sesso aperta sabato
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ROCCASTRADA. Tende di raso tirate, musica, ma senza esagerare, maglie con i lustrini e calze autoreggenti che occhieggiano maliziose da gonne cortissime. Benvenuti nell'oasi dell'amore a Roccastrada, che sabato sera ha aperto le porte al piacere. Puntuali, due sere fa, all'appuntamento con il primo locale di scambisti della Maremma, c'erano le coppie. E c'era anche qualche single. Un resort con venti camere con angolo cottura pronte ad accogliere i turisti nelle stanze per il libero amore. Sabato sera c'era da accontentarsi della piccola sala interna come discoteca. Qualcuno azzardava qualche passo di danza. Qualcun altro stava seduto, per vedere un po' chi aveva di fronte. Qualcun altro, invece, ne ha approfittato subito ed è entrato nella dark room sensoriale, incurante di chi apriva le tende per guardare dentro. Perché la prima regola del Piccolo nuovo mondo è questa: non ci sono porte, le uniche sono quelle dei bagni. Messa da parte la timidezza e l'imbarazzo dei primi cinque minuti, la notte entra nel vivo. Tra i panini con la porchetta preparati per il buffet, rigorosamente a base di specialità maremmane, e gli attrezzi sistemati nelle stanze dove ci si può appartare. Attrezzi per provare nuove posizioni dell'amore. L'altalena, la croce attaccata al muro con due catenelle. Di gioco, lo ribadiscono più volte i gestori del resort, si tratta. Basta rompere il ghiaccio. E farsi un giro tra quelle stanzine fitte di letti, uno anche a baldacchino, oppure provare a utilizzare attrezzi o accessori. Come le bocche tagliate sui pannelli di legno. La fantasia non è mancata a Massimo Roghi, il proprietario della struttura che sarebbe dovuta diventare un ospizio e che invece è stata trasformata nella prima oasi di questo genere della Maremma. È stato lui a progettare la bicicletta che serve per fare giochi erotici (qualcuno sabato sera l'aveva già provata), o la poltrona del ginecologo, appositamente modificata. Niente di esageratamente o vistosamente hard: per rivestire gli attrezzi della palestra sessuale, ma anche per coprire i letti, la tappezzeria è a fiori. Niente latex, niente lustrini o rasi rossi e neri, come si potrebbe immaginare. E nessuno, sabato sera, pretendeva niente da chi era lì dentro. Qualche sguardo tra le coppie, molte sopra i cinquanta, qualche ammiccamento. La sfacciataggine fuori dalla porta, dove ad attendere (e selezionare) i clienti c'era un buttafuori in abito intero.
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