Finanza
Il comitato parrocchiale
di San Giuseppe
di San Giuseppe
«La piazza è proprietà della chiesa»
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GROSSETO. Dopo il nostro articolo sul contenzioso per l'apertura di un cancello fra un privato e il parroco di San Giuseppe, dal consiglio pastorale parrocchiale arrivano alcune precisazioni. «Piazza Sauro, antistante la parrocchia di San Giuseppe, è certamente del Signore ma è anche della parrocchia di San Giuseppe, della sua comunità che, attraverso decisione unanime del suo consiglio pastorale lo ha da sempre ritenuto bene privato, indisponibile e inalienabile. Ed, infatti, si deve rappresentare come la richiesta del permesso di aprire un passaggio privato in piazza Sauro - operazione non necessaria anche se di utilità pratica per la proprietà richiedente il cui valore commerciale probabilmente ne beneficerebbe - non sia domanda nuova, dal momento che essa è stata in passato più volte proposta dai proprietari del fondo commerciale in questione alla parrocchia. Permesso che è sempre stato negato». «Pur non volendo in alcun modo mettere in dubbio la buona fede delle attuali proprietari del fondo, si osserva tuttavia come non appena i lavori sono stati iniziati le signore Signorini, siano state immediatamente informate, a mezzo raccomandata, dell'effettiva proprietà della piazza e che pertanto i lavori non potevano aver luogo, stante il non permesso del legittimo proprietario. Al tempo stesso la parrocchia provvedeva ad informare gli uffici comunali interessati per quanto di loro competenza. Nessuna denuncia e nessun "tuono" da parte del parroco, don Fabio Bertelli, ma il semplice e legittimo esercizio dei diritti della parrocchia». «Opportunità forse avrebbe richiesto un atteggiamento più prudente e che i lavori appena iniziati, anziché essere comunque condotti a termine, venissero quantomeno sospesi in attesa delle necessarie verifiche catastali. Prudenza che avrebbe evitato un aumento dei costi e le odierne, ingiustificate e sterili contestazioni. Stigmatizzare i comportamenti della Chiesa globalmente intesa in tutte le sue articolazioni è oggi un costume piuttosto diffuso sia che si tratti di autorevoli pronunciamenti dottrinali, sia che si tratti del legittimo esercizio di quei diritti che, per altri soggetti privati e non, sono ritenuti inviolabili e meritevoli di tutela. Chi infatti, vedendosi aprire da altri un varco nel giardino di proprietà, non userebbe tutti gli strumenti che la legge consente a tutela della proprietà privata? E chi, ove questo esercizio dei propri diritti avvenga con proporzionalità e rispetto delle regole, si sentirebbe di stigmatizzarlo traendone chissà quali conseguenze e considerazioni? Da ultimo e solo per dovere di verità si ritiene di dover ribadire come alcuna irragionevole chiusura della piazza verrà operata, ma soltanto la tutela di uno spazio che appartiene ad un'intera comunità, ai bambini della materna e ai ragazzi del catechismo con le loro famiglie, a coloro che desiderino accedere ai luoghi della parrocchia e che spesso, a causa di inciviltà ed ineducazione, sono costretti a fare lo slalom tra le auto parcheggiate o a stare attenti a quelle in movimento. Oltre poi a ricordare che detto spazio è pur sempre luogo del Signore!»
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