Il dolore
Replica dopo il servizio delle Iene
«Ma quali debiti...» L'allevatore non ci sta
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LE IENE con laddestratore Mangini 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. L'animal trainer massetano Claudio Mangini si difende dalle accuse arrivate dalle "Iene". «Ho una spiegazione per tutti i presunti creditori - dice - Rossella Brescia ha partecipato ad una manifestazione di beneficenza su mio invito. I contatti furono tra me ed il suo agente. Emettere poi una fattura di 5.500 euro per la prestazione - oltre che un controsenso - non è in linea con gli accordi presi con il suo agente dell'epoca e non certo con lo spirito di una beneficenza. Il "Dog Pride Day" non ha mai chiuso i rapporti con me, ma ho semplicemente rifiutato un loro invito all'edizione del 2009 perché era stata confermata la presenza di Massimo Perla, addestratore concorrente con cui non voglio avere alcun rapporto». Sul suo accusatore Alessio Andreucci, precisa Mangini, con tanto di mail, che «ha collaborato con me solo in 5 giorni a luglio e in 3 ad agosto 2010 incassando di fatto 2.100 euro. Oltre ai rimborsi spese maggiorati, pranzi e cene con famiglia al seguito in ristoranti e alberghi extralusso (Fattoria La Principina). Lascio fuori da questo contesto le truffe perpetrate attraverso l'uso improprio del mio nome che gli hanno fruttato denaro contante. Non ha mai firmato con me un contratto scritto per le sue prestazioni, ma ha riscosso in contanti ogni volta che me lo aveva chiesto». I carabinieri di Pedaso, comune delle Marche dove vive, «non mi hanno notificato alcuna denuncia da parte di Alessio Andreucci come invece lui sostiene - prosegue Mangini - Solo i proprietari dei cani con cui Andreucci ha trattato direttamente, sono invece oggetto del contenzioso. Sul mio curriculum, sbeffeggiato da qualcuno, aggiungo che sono accreditato come "tutor esterno" all'Università di Pisa dal 2009, facoltà di Medicina Veterinaria, anno in cui hanno fatto due tesi di laurea sul mio modo di lavorare». M.B.
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