Il dolore
Carlo Fantini e il caso Berti
«Io non mento e ho già pagato a caro prezzo»
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GROSSETO. A proposito dell'articolo pubblicato il 20 marzo scorso dal titolo "Fantini mente, Berti non c'entra", ci scrive Carlo Fantini chiedendo di poter precisare la propria posizione. Non è ben chiaro se tale espressione, utilizzata con estrema crudezza nel titolo e di cui non si trova neppure un'adeguata giustificazione nel corpo dell'articolo, provenga dal giornalista che ha redatto l'articolo o sia un'affermazione dell'avvocato Alessandro Risaliti, legale di Mario Berti. Tuttavia l'affermazione lede in maniera ingiusta la mia onorabilità anche in considerazione della diffusione a livello locale del giornale. Devo precisare di non aver mai mentito e di essermi adoperato con lealtà alla ricostruzione della vicenda dell'Immobiliare 82 con l'autorità giudiziaria. Per quanto concerne la ricostruzione dei fatti, preciso di non aver mai accusato il Berti di aver effettuato mansioni operative né di aver distratto somme dalla società. Infatti, per quanto concerne la distrazione, ritengo di aver pienamente collaborato ricostruendo in modo dettagliato l'utilizzo delle somme incassate dalla fallita, il cui ammontare complessivo è stato accertato essere circa un terzo in meno rispetto alle ipotesi accusatorie del curatore, con conferma ulteriore della veridicità delle mie affermazioni. Tengo a precisare che il nero non riversato nelle casse sociali era stato utilizzato per il pagamento dei terreni edificabili, come da me dettagliatamente relazionato anche in sede di incidente probatorio. Infine non può essere a me addebitate la mancata tenuta della contabilità negli anni '91 e '92 da parte del commercialista tenutario della stessa e neppure sono responsabile delle modalità di ricostruzione delle scritture contabili da parte del dottor Agostini, modalità che hanno determinato la fattispecie della bancarotta documentale e il rinvio a giudizio del professionista per concorso in reato di falso in bilancio. Per quanto sopra esposto ritengo di aver pagato a caro prezzo anche per errori commessi da altri: ho patteggiato per la distrazione di una somma in nero che poi è stato accertato dalla guardia di finanza non essere mai stata incassata dalla società. Ma oggi non sono più disposto a tollerare ulteriori ingiustificati attacchi alla mia persona e alla mia onorabilità. Carlo Fantini È naturalmente la difesa di Mario Berti a usare i termini di «falsità» riferendosi alle dichiarazioni di Carlo Fantini. In alcuni passaggi dell'atto di appello - riassunto nell'articolo citato da Fantini - l'avvocato Risaliti vi fa ricorso, anche basandosi su quanto affermato dal Tribunale nelle motivazioni della condanna di Berti. (p.s.)
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