Il Tirreno

Grosseto

Dal centro d’accoglienza sono partiti gli esuli che raggiungeranno le loro famiglie

Il saluto dei 32 migranti a Massa tra lacrime e canzoni di nostalgia

Alfredo Faetti
<b>IN PARTENZA.</b> I migranti alla stazione
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IN PARTENZA. I migranti alla stazione

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 MASSA MARITTIMA. Permesso di soggiorno e biglietto del treno in mano, lacrime di commozione e canti di felicità: è il saluto alla Maremma dei 32 esuli tunisini che ieri pomeriggio, dalla stazione di Follonica, hanno proseguito per la loro strada, diretti a nord e a sud della penisola. «Grazie di tutto cuore, Toscana» dicevano. Un grazie che sapeva di speranza.  L'arrivo nel piazzale della stazione ha significato, per molti di loro, la fine di un lungo viaggio fatto insieme. Un'avventura iniziata lasciando il loro paese, devastato dalla guerra, per arrivare in un altro, di cui non conoscevano niente.  Passo dopo passo, uno accanto all'altro, sono arrivati fino al Rifugio di Massa Marittima, dove hanno atteso di conoscere il loro destino. Ieri, però, è arrivato il momento dei saluti e la prima reazione, non appena scesi dal pullman, è stata quella di abbracciarsi, con gli occhi carichi di lacrime, per un ultimo saluto.  Se ne sono andati in due mandate i 32 dei 44 profughi ospiti del Sant'Anna, accompagnati con un pullman alla stazione di Follonica insieme al traduttore: i primi sono saliti su un treno intorno alle 14, destinazione il nord (Emilia, Piemonte, Trentino e Liguria); i secondi, quello delle 17 per la Sicilia.  In questi posti i ragazzi hanno dei contatti da raggiungere (parenti o amici), dove alloggeranno in attesa di continuare il loro viaggio. Perchè la loro meta, come più volte hanno detto, è l'Europa. Peccato però che l'Europa non voglia loro, dato che l'Ue ha bocciato il permesso di soggiorno temporaneo (6 mesi) rilasciato a questi ragazzi dal governo italiano.  Il documento è arrivato a Massa Marittima giovedì sera, per tutti tranne due, che hanno fatto qualche piccolo errore nel compilare i questionari a cui la questura sta già rimediando. Una volta rilasciato anche questo andranno avanti con la loro avventura, lontani dalla Toscana. La Società della salute, giovedì, si è messa subito all'opera per organizzare la partenza dei ragazzi, a cui ha messo a disposizione tutto il necessario per il viaggio: un cambio di vestiti, viveri, biglietto per il treno e le informazioni per i cambi nelle varie stazioni. Gli altri 10 invece resteranno al Rifugio, ancora inseriti nel piano d'accoglienza della Regione, perchè non hanno nessuno da cui andare. La Sds si è già dotata di un regolamento interno per continuare ad ospitarli e presto li aiuterà, insieme a tutti gli altri soggetti coinvolti, a cercare la loro strada.  Diverso è il destino di chi invece ieri è partito.  Quale futuro attende i 32 ragazzi non lo sanno neanche loro, ma l'ottimismo per affrontarlo c'è tutto. Infatti, dopo poco, l'emozione ha fatto spazio alla felicità.  Gli esuli hanno fatto festa, sventolando il tanto atteso permesso e ballando, prendendosi sulle spalle e cantando in coro canzoni. Non solo tunisine («sono canti di nostalgia» ha spiegato Alì, il traduttore), ma anche "Un italiano vero" di Toto Cutugno.

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