Sicurezza
Funerale al Siena tra cori e pioggia
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IL FUNERALE. Preceduto dallaccensione di un fumogeno rosso, il corteo è partito dal bar Riksciò Davanti a tutti, la bara dai colori bianconeri Corteo per le strade del centro con la "bara" dell'avversario
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GROSSETO. Hanno cantato in duecento sfidando la pioggia. Una voglia irrefrenabile di giocare e di sfogarsi, prendendo come bersaglio il nemico di sempre: Siena. Corteo tumultuoso - e acceso talvolta per dissensi tra gli stessi partecipanti - quello che ieri sera si è snodato per le strade del centro, alla vigilia del match più sentito dalla tifoseria biancorossa. Partenza alle 21,20 dal bar Riksciò. Lì davanti, nell'aiuola, era stato preparato tutto l'occorrente per celebrare il "funerale" al Siena: la bara della squadra che si ritiene defunta, la lapide con l'annuncio funebre, la ghigliottina da cui sbucava una testa fasciata di bianconero, la corona di fiori, i lumini rossi, il finto prete, anche un fumogeno propiziatorio (chiaramente rosso). Un funerale in piena regola. Il corteo, accompagnato dal bandierone e da uno striscione dai toni accesi, si è mosso sotto gli occhi vigili delle forze dell'ordine, mentre tante braccia sostenevano il feretro, tra bordate di cori irriferibili. "Chi non salta un senese è" quello più gentile. In molti hanno manifestato l'intenzione di arrivare fin sotto l'albergo Airone dove la squadra del Siena aveva preso alloggio. Ingresso nel centro storico, poi sosta in piazza Duomo. Quindi corteo fino a via Cairoli e ritorno, con direzione Porta Vecchia e con alcuni che avevano abbandonato il serpentone, forse indecisi sulla strada da prendere. Usciti dalle mura, il corteo ha ripreso la strada dello stadio percorrendo via Ximenes. Una settantina gli irriducibili rimasti fino alla fine, quelli che hanno poi cantato i cori di sostegno al Grifone che oggi si appresta ad affrontare una partita storica, con una rosa non al completo, contro una corazzata. Il corteo si è quindi sciolto ma non è terminata l'opera di sorveglianza da parte di polizia e carabinieri che per tutta la notte hanno vigilato in città per evitare che gesti sconsiderati potessero rovinare quella che è e deve rimanare una giornata di festa sportiva.
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