Attenzione
Risalirebbero a 2500 anni prima di Cristo. Altri esempi in Germania e Sardegna
Le Pleiadi incise nel tufo
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PLEIADI. Incise nel tufo Trovate nella zona di Pitigliano da un ricercatore
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PITIGLIANO. Il comprensorio dei tufi continua a riservare grandi sorprese agli appassionati di storia antica. Nella zona della valle del Larsa, caratterizzata da numerose vie cave che anticamente collegavano Morrano con Vulci, il ricercatore Marcello Giusti ha fatto una scoperta che conferma il rapporto che gli antichi avevano con la volta celeste. Come una perfetta immagine fotografica, incisa in una parete tufacea, vicina ad una nicchia squadrata, spicca la costellazione delle Pleiadi; nelle vicinanze sono poi evidenti piccoli terrazzamenti e resti di antiche mura. «Nel comprensorio dei tufi -riferisce Giusti- fino ad oggi sono stati individuati strutture e incisioni che rimandano all'epoca preistorica e dimostrano senza equivoci una profonda conoscenza della volta celeste da parte dei nostri antichi antenati. Ad oggi, tuttavia, non avevamo mai individuato in modo così chiaro la costellazione delle Pleiadi che, presso i popoli antichi, come riporta Esiodo, costituivano l'indizio per la mietitura -il loro sorgere - e la successiva aratura, vale a dire al loro tramonto. Nella varie rappresentazioni antiche, oggi conosciute comunemente con il nome delle sette sorelle oppure "La chioccetta" che Giovanni Pascoli cita nel Gelsomino notturno, la costellazione può avere sette, otto ed anche fino a dodici stelle; tale numero varia in rapporto alla trasparenza dell'aria. Nel disco di Nebra rinvenuto in Germania e datato al 1600 a.C, si contano sette punti, mentre queste rinvenute nel nostro territorio sono otto e a mio avviso risalgono al 2500 a.C, un periodo compatibile con con gli altri reperti preistorici del territorio dei tufi». Il rinvenimento della serie di fori nella massa tufacea del Larsa porterà sul posto l'archeoastronomo Enrico Calzolari il quale, dopo il sopralluogo e il relativo studio insieme a Marcello Giusti, presenterà i risultati in un prossimo convegno di archeoastronomia. Un convegno in tal senso dovrebbe tenersi in San Martin de Vesubie, proprio perché gli studiosi francesi intendono sottoporre al vaglio degli altri archeoastronomi europei il ritrovamento di incisioni rupestri nelle pareti del Monte Bego. Non si sa se le finanze del piccolo comune alpino potranno consentire lo svolgimento del convegno il 21 giugno di quest'anno, ma se ciò avverrà, si potranno confrontare le incisioni rupestri della celebre montagna con quelle del nostro territorio. Si noti che rappresentazioni con coppelle delle Pleiadi sono state rinvenute dall'archeoastronomo Cossard in Val d'Aosta, mentre l'archeoastronomo Calzolari ha identificato la rappresentazione delle Pleiadi nella pietra antistante il dolmen di Monte Longu (Cala Gonone, Sardegna) datato dagli archeologi sardi al 2500 a.C.. Antonello Carrucoli Altro servizio a pagina 24
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