Attenzione
La piazza è del Signore, stop ai lavori
Francesca Ferri
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SAN GIUSEPPE. Al centro delle polemiche Apre un varco davanti alla chiesa, il parroco la denuncia
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GROSSETO. Le vie del Signore sono infinite, ma nessuna passa da quel cancello di piazza Sauro. Così una grossetana, che aveva ottenuto dal Comune di aprire un cancello sulla piazza davanti al San Giuseppe, ha dovuto fare retromarcia. Tutta colpa di un errore del catasto e dell'intransigenza del parroco. La vicenda ha avuto inizio lo scorso novembre quando la signora Monica Signorini, che aveva necessità di aprire un passaggio privato in un tratto di via Sauro che dà sulla piazza omonima e sulla chiesa, ha deciso di avviare le pratiche per realizzare un cancello. Ha verificato al catasto che la piazza appartenesse al Comune e, dopo la conferma, ha chiesto e ottenuto la Dia, dichiarazione di inizio lavori, conclusi dopo poco. Presto fatto. Sennonché il parroco, don Fabio Bertelli, ha tuonato: la piazza appartiene alla parrocchia e quel cancello va tolto. Apriti cielo: dietro al sacerdote si è sollevata mezza comunità parrocchiale, tutta compatta nel reclamare una piazza già di per sé preda di parcheggiatori non proprio ortodossi che non si fanno scrupoli a invadere il sacro terreno. Dopo un primo sbigottimento generale della committente e degli uffici comunali, è partito un controllo tra i polverosi archivi e lì la sorpresa: la piazza appartiene per davvero alla curia, dunque la pratica del Comune non ha alcun valore. In quattro e quattr'otto la signora Signorini si ritrova, suo malgrado, "colpevole" di aver realizzato un'opera diventata improvvisamente abusiva, da abbattere per non incorrere in pesanti sanzioni penali. «C'è stato effettivamente un errore nelle planimetrie catastali», spiega Gian Paolo Fornasiero, responsabile dell'Ufficio Edilizia Privata. «Il parroco ha il diritto di chiedere il suo - spiega - e a nulla è valso il tentativo di trovare un accordo». Don Fabio, infatti, non ha sentito ragioni. «Mi dispiace per la signora: quando devo dire di no sono sempre in imbarazzo - spiega il parroco - ma ho dovuto farlo per non creare un precedente. Questa piazza è già di per sé un "porcheggio", perché la gente lascia l'auto dove capita, con arroganza e senza rispetto. E pur essendo ormai di uso pubblico, non c'è cura e manutenzione da parte del Comune. Se poi cominciano a spuntare accessi privati, diventa una barbarie». Dunque, mentre al catasto hanno sbianchettato la vecchia planimetria, la signora ha ripristinato la siepe richiudendo il passaggio. E pazienza per il tempo - e il denaro - perso dietro a uffici e a lavori. Dal canto suo, don Fabio con gli uffici comunali non ha ancora finito la partita. La vicenda, infatti, è stata occasione per ripensare alla sorte di piazza Sauro. «So che i parcheggi scarseggiano in questa zona - spiega il sacerdote - ma chiederò di ottenere il passo carrabile per quest'area. Non si possono vedere le auto parcheggiate perfino davanti al sagrato». Insomma, forse una strada quel cancello l'ha aperta ed è quella che porterà alla chiusura definitiva della piazza.
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