Attenzione
Gazebo, assolti tutti i tecnici
Francesca Gori
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IL PROCESSO. Assoluzione per il gazebo del Melograno. il giudice Giovanni Puliatti Per il giudice non è reato applicare il regolamento urbanistico illegittimo
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GROSSETO. Tutti assolti. Tecnici comunali, committenti, progettisti e costruttori per la realizzazione di tre gazebi: quello del Melograno e del Vignaccio, in città e quello della pizzeria Cesare a Marina di Grosseto. Unica condanna, a otto mesi di reclusione (con pena sospesa), è toccata al titolare, al progettista e all'esecutore del gazebo di Marina, ma per violazione del titolo. Per il giudice Giovanni Puliatti, il fatto non costituisce reato. E il fatto, in questo caso, riguardava gli aspetti urbanistici ed edilizi di quelle strutture. I processi discussi mercoledì al tribunale di Grosseto erano tre. Il il gazebo della pizzeria Melograno, in centro città (imputati erano i titolari insieme ai tecnici del Comune Gian Paolo Fornasiero difeso dall'avvocato Luciano Giorgi e Valeria Giannini, difesa da D'Amato), l'altro quello della pizzeria il Vignaccio (imputati: i titolari, il loro progettista e come tecnici del Comune ancora Fornasiero e Franco Fantoni, difeso dall'avvocato Umberto Gulina). Il reato contestato era un reato contravvenzionale e il pm Giuseppe Coniglio aveva chiesto, per i tecnici del Comune sei mesi di arresto e 20mila euro di ammenda e pene minori per i privati. Il terzo, invece, il gazebo del ristorante Cesare di Marina, dove però era stata anche contestata una violazione paesaggistica. Per la costruzione di quel gazebo i permessi c'erano, compresi quelli della Soprintendenza, visto che si trova in una zona di tutela ambientale. Ma non era stato rispettato il titolo. Da lì la richiesta del pm: un anno di reclusione per i tecnici del Comune Fornasiero e Giannini e 9 mesi per i privati. Il giudice Giovanni puliatti però, ha deciso che da un punto di vista urbanistico ed edilizio il fatto che sia stato applicato un regolamento urbanistico illegittimo, non costituisce reato. I tecnici si sono attenuti a quelle che erano le regole dettate dall'Ente. Ed è per questo che ha assolto tutti gli imputati. Stessa interpretazione anche per il caso del gazebo di Marina, quello del ristorante Cesare, che vedeva come imputati il titolare Cesare Signori, il suo progettista Antonio Frisoni e l'esecutore, Gerardo Antonio Picariello, condannati appunto per il reato ambientale. In primo grado, quindi, i tecnici del Comune hanno avuto ragione nonostante che i primi tre processi (quelli che riguardavano il Big Pizza, la Pizzeria 86 e il mercedes Cafè) fossero finiti con la condanna dei tecnici del Comune. Condanna che, nel caso del Big Pizza (imputati erano i tecnici Rosanna Chiosini e Stefania Radi) è stata trasformata in assoluzione nel processo d'appello.
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