Gioco
Gli avvocati contro la media conciliazione
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ASSEMBLEA. Da sinistra gli avvocati Boccini, Ceciarini e Bonacchi L'Ordine è pronto a rendere operativo un proprio organismo
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GROSSETO. C'è chi usa la diplomazia e spiega, come ad esempio l'avvocato Domenicho Rechichi, che l'Organismo unitario dell'avvocatura che rappresenta «non è contro la conciliazione ma contro questo tipo di conciliazione, che nel resto d'Europa è facoltativo e che invece da noi si vuole attuare senza l'assistenza dell'avvocato». C'è anche chi non usa giri di parole, come l'avvocato Claudio Boccini, componente della giunta dell'Unione nazionale camere civili, e parla di «una legge truffa ai danni dei cittadini, oltre che degli avvocati». Comunque stiano le cose, agli avvocati grossetani - come a tanti altri colleghi in Italia - la media conciliazione non va giù. Le loro ragioni sono state esposte in un'affollata assemblea della Camera civile, in Tribunale, arrivata proprio all'indomani della sentenza del Tar del Lazio che dichiara non manifestamente infondati i rilievi di anticostituzionalità mossi dall'Oua e dalle Camere civili al regolamento a proposito degli articoli 24 (obbligatorietà) e 77 (eccesso di delega). «Ma muove anche rilievi - sottolinea l'avvocato Massimo Ceciarini, presidente della Camera civile - nella parte in cui al posto dei requisiti di professionalità e indipendenza il regolamento introduce i criteri di serietà ed efficienza». Insomma, un successo. Secondo Rechichi, «il governo dovrebbe sospendere l'efficacia del regolamento. Ma il ministero va a testa bassa». Rechichi parla di «un business, nel quale si dice che solo Confindustria abbia investito 8 milioni di euro». No alla giustizia senza avvocati, no alla giustizia a pagamento e per pochi (e questo ha costituito un altro tema della discussione), no alla mancanza di professionalità. Boccini sostiene che «poiché il Tar potrà censurare il regolamento ma non la legge, dobbiamo cercare di pilotare il procedimento di mediazione verso organismi creati e composti da avvocati». E l'Ordine di Grosseto si è già dato da fare: il presidente Luigi Bonacchi crede che entro settembre-ottobre potrà essere operativa la Camera di conciliazione interna, già formalmente istituita nel 2007, mai funzionante di fatto e adesso riorganizzata per chiedere l'accreditamento al ministero: «Qui i conciliatori saranno solo avvocati o praticanti - spiega Bonacchi - E l'assistenza di un avvocato sarà obbligatoria». Ma cosa accade con la formila attuale? Ceciarini cita un caso di cui ha diretta conoscenza e per il quale ha fatto istanza alla Camera di commercio: un'eredità, una causa da 50mila euro, con una persona che dalla Puglia dovrà sobbarcarsi il lungo viaggio, non potrà contare su un legale e dovrà anche pagare 480 euro prima dell'attivazione della procedura. «Altrimenti, mi scrive la Camera di commercio, comunque rapidissima nel rispondere, la procedura è sospesa. Ma allora dove sta l'obbligatorietà?». Oggi e domani gli avvocati si asterranno dalle udienze per protesta. P.S.
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